JOB ACT, IL VERO CAMBIAMENTO È GARANTIRE TUTELE ANCHE A CHI NON LE HA



27 settembre 2014
Job Act, Il vero cambiamento è garantire tutele anche a chi non le ha

Garantire tutele e lavoro anche a chi non ce l'ha, questo è l’obiettivo dell’azione sindacale portata avanti in questi anni dalla Filcams Cgil, che auspica, e vuole portare il suo contributo, per definire una riforma del mercato del lavoro che possa includere, non escludere e differenziare, o addirittura peggiorare le condizioni di chi un lavoro ce l’ha, togliendo tutele e diritti.

“La vera necessità “ afferma Maria Grazia Gabrielli segretaria generale della Filcams Cgil Nazionale, “è quella di poter creare un sistema di politiche del lavoro, con regole certe che guardino all'inclusione e che quindi contrasti e rimuova la condizione di precarietà, aumentando le prospettive dei giovani e soprattutto di chi ha perso il lavoro, dando certezze a se stesso e alla propria famiglia.”

Circoscrivere un ampio e complesso confronto alla necessità o meno di abolire l’art.18 dello Statuto dei lavoratori, è un modo per condizionare e fuorviare fortemente il dibattito; quando è necessario avere, prima di tutto, un'idea di come far ripartire il Paese, attraverso risorse e investimenti concreti , che rilancino economia e consumi.

Turismo, commercio e servizi, nei settori di competenza della Filcams Cgil, molti lavoratori non godono delle tutele dell’articolo 18. Ciò non ha determinato un miglioramento delle condizioni di lavoro e non ha creato nuova occupazione.

“La realtà è che in questi anni, c’è stata una emorragia costante nel lavoro, fallimenti, procedure concorsuali, cessazioni totali o parziali di attività, delocalizzazioni, a cui abbiamo risposto attivando riorganizzazioni degli orari di lavoro, riduzioni, contratti di solidarietà per superare le situazioni di crisi e garantire la continuità occupazionale e del reddito di migliaia di lavoratori sia nelle grandi come nelle piccole aziende. Come, è presente ancora una larga fascia di lavoro nero, grigio, atipico che falsa le regole della competitività tra le imprese e consegna un lavoro povero, non tutelato.”

E al centro delle trattative non c’è stato l’art 18 ma il problema dei turni, degli orari, del costo del lavoro, delle forme progressive di tutela, dei contratti di solidarietà espansivi, delle prospettive dell’impresa in un mercato che non vede segnali di crescita.

E’ evidente come in questa situazione concreta e reale parlare di art 18 risulta assolutamente strumentale e anche per questo non troviamo ragione per cancellare quella che è una norma di civiltà e di tutela contro i licenziamenti illegittimi.

“Si deve individuare regole chiare del lavoro” prosegue la segretaria “un modello che porti alla riduzione del numero di tipologie contrattuali, senza negare l'esigenza di flessibilità di lavoro in entrata, ma mettendo a punto anche un meccanismo che tuteli e crei prospettive estendendo tutele a chi oggi non ne ha.

La Filcams si sta preparando insieme alla Cgil alla mobilitazione per sostenere le proposte sul lavoro, e per ricordare e dimostrare che c’è una parte del paese che vuole e si batte per il cambiamento, e ne fa parte anche il sindacato.


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