Festa per l`Unità d`Italia, scontro sulle deroghe
La Repubblica (03/10/2011)


I medici: solo visite urgenti. La deregulation per i commercianti divide Comune e Regione

Milano - Festa. Ma con molti distinguo. Negozi aperti, ospedali e Tribunale in funzione solo per le urgenze, impiegati e operai alle prese con un anniversario nuovo (il 17 marzo) in cambio di uno «perso» (il 4 novembre), il rebus su ferie, turni e riposi, gli uffici pubblici chiusi. Nebbia e polemiche sull`anniversario dell`Unità d`Italia. A una settimana dalle celebrazioni - quelle che il presidente Giorgio Napolitano ha chiesto siano guidate «da serietà e impegno» - non è ancora chiaro chi lavora, chi perde un giorno di vacanza, a chi viene pagato il festivo. Una certezza: i commercianti sono liberi di scegliere. Chi rimarrà aperto il 17 marzo non potrà farlo il lo luglio (domenica di saldi) e viceversa. L`assessore comunale Giovanni Terzi chiarisce così la sua decisione: «Diamo facoltà di apertura perché la festa per l`Unità d`Italia è stata istituita di recente». Spetterà ai singoli negozi gestire dipendenti e orari. «Atteggiamento sbagliato», replicano dalla Cgil. E anche in Regione c`è chi esprime perplessità. Se il presidente Roberto Formigoni ribadisce che «il 17 marzo è festa nazionale, giorno festivo per delibera del governo e del Parlamento», l`assessore al Commercio del Pirellone, Stefano Maullu, commenta: «Le deroghe snaturano il senso di questa celebrazione. Sarebbe stato più utile riappropriarsi del tema dell`identità nazionale». Milano aperta per lo shopping. Dal centro alla periferia, dalla bottega alla grande catena. Con il disappunto dei sindacati milanesi, che in una lettera a Terzi e Maullu avevano chie- sto la chiusura di tutti gli esercizi per «offrire occasioni di riflessione sull`Unità nazionale». Ieri la decisione di Palazzo Marino (la Regione può negare una deroga aggiuntiva, ma il Comune può rendere flessibile il «pacchetto» di aperture a sua disposizione»). Graziella Carneri, la capo di Filmcams-Cgil, reagisce così: «Ancora una volta il consumismo è stato messo davanti a tutto. Questa non è strategia, è ideologia». Simonpaolo Buongiardino, amministratore delegato dell`Unione del Commercio, replica: «Decisione corretta». Conclude Terzi: «I negozianti stanno sostenendo con forza le celebrazioni». Fin qui il commercio. Il resto della città: negli ospedali le prenotazioni di visite non urgenti sono state annullate (pazienti contattati telefonicamen- te); in Tribunale solo personale di turno; chiusi uffici comunali e regionali. Antonio Acerbo, direttore generale di Palazzo Marino, spiega: « È ancora da chiarire la modalità di recupero di questa giornata». Qualcuno teme di dover rinunciare a un giorno di ferie. Renato Zambelli, della segreteria Cisl, aggiunge: «Si perde la retribuzione legata al 4 novembre». Maurizio Stampini della Cgil dice: «Non si capisce se la festività sarà pagata su 6 ore e 45 minuti o 8 ore. Comunque le aziende rimarranno chiuse». Anche la Tenaris di Dalmine: i sindacati hanno respinto la richiesta di lavorare (in alcuni settori) il 17. Posizione accolta dall`industria con «delusione e rammarico», perché «danneggia l`azienda e i lavoratori in un momento così critico».


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