Rossi e Camusso, alleanza anti-rottamatore
Il Giornale (04/30/2011)

Toscana - E sempre più "asse" tra Susanna Camusso ed Enrico Rossi, in funzione antiRenzi, sulla questione dei negozi aperti il i° maggio. Il segretario generale della Cgil, ieri, non è voluta mancare all`iniziativa della Filcams "La festa non si vende", e lo stesso ha fatto il presidente della Regione Toscana. Entrambi hanno ribadito, dal palco, tra gli applausi della platea, che il primo maggio e nei giorni festivi non bisogna lavorare. Non è un caso che il convegno sia stato promosso proprio a Firenze, il cui primo cittadino da tempo si sta scontrando con i sindacati e anche con la stessa Camusso - con toni anche aspri - per la facoltà di tenere aperti gli esercizi commerciali nel giorno della festa dei lavoratori. «Sono stufa delle polemiche in questa città», ha esordito la Camusso dal palco. Ma poi, la leader della Cgil non ha mancato di tirare stoccate al rottamatore, pur senza mai citarlo esplicitamente: «Nel resto del mondo ci sono feste sacre e inviolabili. Proponiamo ai francesi di aprire i negozi per la presa della Bastiglia o agli americani di aprirli per il Giorno del Ringraziamento: si metterebbero a ridere - ha sentenziato -. Ci sono dei giorni che sono costitutivi della nostra identità e che non sono trasformabili, commerciabili. E il 25 aprile non è forse il valore della nostra dimensione nazionale, del nostro Paese libero? E il Primo Maggio non è esattamente quello che richiama la nostra Costituzione, ovvero che la festa del lavoro ricorda ogni giorno a tutti noi che dal lavoro si parte per la costruzione dell`identità delle persone e della ricchezza?». Per il segretario generale della Cgil «ci sono dei giorni in cui si deve fare festa. Le persone hanno diritto a riposarsi. Non è possibile far passare l`idea che tutto questo possa essere compensato da maggiori consumi, non si compensano i disagi moltiplicando gli acquisti», è stata la stoccata finale a Renzi. Sulla stessa lunghezza d`onda il governatore Enrico Rossi: «Ci sono feste che per il loro significato identitario è bene non toccare: queste feste sono Natale, Pasqua, il primo maggio e il 25 aprile», ha evidenziato, ricordando che «i consumi non si rilanciano tenendo aperti i negozi nei giorni di festa». Rossi ha anche preannunciato che già forse la settimana prossima la giunta regionale presenterà una proposta di legge per regolamentare il lavoro nei giorni festivi. Anche il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci ha voluto ricordare che «il Primo Maggio è da sempre un`occasione di socialità e di riflessione nell`ambito di una festa. È un momento di riposo dal lavoro, che serve anche a pensare alla sostanza e alle dinamiche del lavoro stesso, che è il primo dei diritti sanciti dalla nostra Costituzione».


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