La Regione blinda due festività
La Repubblica (04/28/2011)

Firenze - "Negozi chiusi a Natale e 1° Maggio". Corteo sindacati in S.Croce

NATALE e Primo maggio feste chiuse e certe. Una religiosa e una laica su cui, se passerà la proposta di legge della giunta regionale, prevista tra pochi giorni in arrivo sui banchi del consiglio, non si discuterà più. I negozi in quei due giorni resteranno chiusi, non ci saranno concertazioni o accordi che tengano. Potrebbe essere anche Pasqua ma sembra più incerto. Con la legge attuale invece, sia Natale che Pasqua che il Primo maggio sono tra le otto festività cosiddette inderogabili, ma suscettibili di deroga dopo la concertazione tra istituzioni, associazioni di categoria e sindacati. Se però non si trova un accordo capita, come a Firenze o in altre città toscane per questo Primo maggio a negozi aperti, che le amministrazioni decidano da sole. In 50 mila, tra commesse, commessi e cittadini, hanno consegnato mesi fa le firme al presidente toscano Enrico Rossi per chiedere il rispetto della festa. Rossi ha convenuto che alcune feste, religiose o laiche che fossero, rimanessero «sacre» e ha promesso la nuova legge. Che ora arriva. In ritardo, ma non per cattiva volontà, spiega l´assessore regionale alla cultura Cristina Scaletti. Ma per trovare l´accordo politico e limare la legge contro gli annunciati ricorsi. La giunta comunque si sente forte del potere di disciplinare la materia concesso alle Regioni dalla legge sulla liberalizzazione.
Da parte loro Filcams-Cgil, Fisascat Cils Uiltucs Uil, per bocca dei tre segretari fiorentini, Barbara Orlandi, Salvo Carofratello e Pietro Baio, ribadiscono lo sciopero del commercio per il Primo maggio. Chiarendo che non riguarda bar e ristoranti che sono pubblici esercizi. I tre segretari chiariscono che a Firenze si è trovato l´accordo con l´amministrazione sulle 23 domeniche l´anno di apertura dei negozi fuori dal centro, ma non sul centro storico. Dove, ricordano, si resta aperti già 52 domeniche su 52, e i sindacati avevano consentito a ridurre a 5 le 8 festività secondo la Regione inderogabili se non tramite concertazione. Ma l´amministrazione ne ha accordate solo tre. Inutile, ricordano i segretari, la lettera spedita a Renzi il 12 aprile con la richiesta di rinunciare all´ordinanza sul Primo maggio dopo una notte bianca con i negozi aperti fino alle 24: «Non ci resta che invitarvi tutti a una splendida giornata di festa domenica mattina con corteo da piazza Santa Croce, alle 10, a piazza della Repubblica».
Tentativi di regole anche in Europa dove, per ora in commissione, e poi in parlamento si sta discutendo come armonizzare gli orari di lavoro, i trattamenti, la concorrenza tra negozi di vicinato e grande distribuzione, le festività del commercio sospese tra le diverse esigenze del lavoro, della famiglia e della socialità. Nella convinzione, spiega l´europarlamentare pd, Antonio Panzeri, della necessità di un mercato unico europeo e di non contrapporre consumatori e lavoratori. L´orientamento è che nei vari territori la questione di orari e festività venga decisa tramite accordi tra le parti e non tramite ordinanze unilaterali.



FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori

commercio turismo servizi
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