Serrande su, ma non in Montenapo e tra i big del centro c´è chi rinuncia
La Repubblica (04/28/2011)

Milano - La mappa dello shopping di domenica: periferie tagliate fuori
Aprire bottega domenica, infatti, significa pagare commessi e garzoni il 30 per cento di straordinario, ma il contratto, sempre che tutti gli addetti lavorino in regola, prevede anche che chi lavora il primo maggio debba recuperare poi un giorno di riposo entro i quindici successivi. Non potendo avere botte piena e moglie ubriaca, quindi, i responsabili dei negozi devono valutare come "sfruttare" al meglio il personale. Stipendi e straordinari a parte, perché valga la pena di trascorrere un giorno dietro al bancone della bottega, ci vuole una previsione di incassi robusta.
Su questo, via Montenapoleone ha le idee già chiare. Domenica i vip e gli habitué saranno in vacanza, impegnati a trascorrere gli ultimi spiccioli dell´eterno ponte di Pasqua: dunque le grandi griffe, con un rapido consulto di via, hanno decretato che è inutile faticare per pochi avventori di passaggio. Già da un paio d´anni, del resto, molte boutique (Ralph Lauren e Vuitton in testa) hanno rinunciato anche all´apertura domenicale, ritenuta poco profittevole. Qualcuno, come Tiffany nella vicina via della Spiga, promette di recuperare l´8 maggio con un´apertura straordinaria, altri come Loro Piana stanno pianificando di riprendere le domeniche al lavoro da settembre. Ma il primo maggio proprio no.
Bisognerà spostarsi dalle parti di corso Vittorio Emanuele per trovare un clima più vivace. Come in una domenica qualsiasi saranno aperti Zara, Max Mara, il Breil Shop, Furla e i grossi nomi dell´abbigliamento. «Quando c´è una deroga - spiega Walter Laboria, responsabile Ovs in galleria Passarella - noi siamo sempre aperti. È proprio la nostra politica aziendale: e il personale è abituato anche a decisioni prese in tutta fretta». Bastian contrari, a sorpresa, Gap e Banana Republic, marchi americani da poco approdati a Milano: normalmente aperti di domenica, rimarranno invece chiusi, rispettosi forse delle abitudini Usa. Nessun americano infatti il primo lunedì di settembre, festa dei lavoratori d´oltreoceano, si sognerebbe di alzare le saracinesche.
Le celebrazioni per la beatificazione di Papa Giovanni Paolo II, con raduno di fedeli in piazza Duomo davanti al megaschermo che trasmetterà la cerimonia di Roma, hanno fatto decidere pressoché all´unanimità i negozianti di via Dante: apertura senza titubanze per tutti, dai profumieri della catena Limoni alle vetrine dell´intimo della filiale Golden Point, fino all´abbigliamento per bambini. Andrea Russo, responsabile del negozio di nautica Murphy & Nye, ammette che la deroga era nell´aria già da tempo e che quindi l´organizzazione del lavoro per il primo maggio è stata preparata in anticipo: «Con questi chiari di luna - dice Russo - anche questa è un´occasione. La domenica è un giorno in cui si incassa come in un feriale qualsiasi, il primo maggio forse sarà meglio». Meno entusiasmo potrebbe magari arrivare dai commessi, invitati caldamente a rinunciare alla festa: «Ma ho chiesto chi volesse lavorare - precisa il negoziante - e c´è stata un´alzata di mani totale. Qualche soldo in più fa comodo anche a loro».
Serrande alzate sui Navigli, dove la manifestazione NavigaMi, una sorta di mini-salone nautico, ha convinto antiquari e collezionisti ad aprire le botteghe lungo i canali milanesi. «Ma il primo maggio è solo una coincidenza: è che siamo negozi in via d´estinzione - dice Marco Mastromauro, titolare di Arcadia Antichità - e cerchiamo di cogliere l´occasione di farci notare, e di vendere, quando c´è qualche evento».
Aperture a macchia di leopardo in via Torino: Ovs aperto, Fnac chiusa. La via, pur zeppa di esercizi, non decolla come via dello shopping festivo, e in questo caso non c´entra neppure il corteo della Mayday Parade che stavolta la questura farà passare lontano dal centro. Chiuso proprio tutto, invece, in corso Vercelli: perfino la direzione di Coin ha deciso di tenere aperti gli store in piazzale Cantore e in piazza Cinque Giornate ma non quello in una via dove i negozi prendono vita solo nei giorni feriali. Mentre corso Buenos Aires, devoto ormai alle aperture festive, garantirà negozi in funzione nella quasi totalità, inclusa la libreria Puccini e Delicatessen, bottega di specialità culinarie altoatesine che non ha nemmeno chiuso a Pasqua e Pasquetta: anche domenica, quindi, le sorridenti commesse sforneranno a raffica bretzel e panini di segale per sfamare gli stakanovisti dello shopping festivo.


FILCAMS-Cgil
Federazione lavoratori

commercio turismo servizi
UFFICIO STAMPA

.........................................