Polemica sull´apertura dei negozi "Primo maggio ricorrenza da onorare"
La Repubblica (12/29/2010)

"C´è ormai un cedimento al consumismo che andrebbe evitato"

Firenze - Primo maggio inviolabile. Firenze decide di dare ai negozianti del centro la libertà di vendere anche nel giorno della festa del lavoro ma il presidente della Regione fa sapere a chiare lettere di non essere d´accordo. «Io sono per stabilire che esistano alcune festività che sia bene rispettare: festività religiose e festività civili, che considero identitarie del popolo italiano. Il 25 aprile e il primo maggio sono due delle ricorrenze civili da onorare». Secondo Rossi «c´è ormai un cedimento al consumismo che va evitato» e da questo punto di vista il presidente si sente in sintonia con l´arcivescovo di Firenze Giuseppe Betori che recentemente ha parlato della necessità di non trasformare ogni festività in un´occasione per fare shopping. Rossi ricorda che la Regione ha competenza in materia e prevede che in vista dell´approvazione della legge sul commercio «intorno al numero delle aperture nascerà una grossa discussione», senza però anticipare che cosa verrà deciso dal consiglio toscano: «La vecchia legge», si limita ad osservare, «alla prova dei fatti non ha funzionato. Vedremo come modificarla».
Il presidente sottolinea però che «la maggior parte dei paesi europei rispetta e santifica una serie di feste». Riguardo alla delibera della Regione che stabilisce l´apertura dei negozi per l´Epifania in coincidenza con l´inizio dei saldi, Rossi ribadisce: «Si tratta di una decisione di carattere nazionale, a cui noi ci siamo adattati». E in questo modo replica al vicesindaco di Firenze Nardella che aveva detto di non condividere la scelta di aprire le vetrine il 6 gennaio.


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