Domenica, la gioia di stare insieme
Avvenire (03/06/2012)

La domenica va riscoperta e vissuta come giorno di Dio e dellacomunità, giorno in cui celebrare Colui che è morto e risorto per la nostra salvezza», ma anche «giorno in cui vivere insieme nella gioia di una comunità aperta e pronta ad accogliere ogni persona sola o in difficoltà». Benedetto XVI, nell`omelia pronunciata domenica scorsa nel corso deLa Visita pastorale alla parrocchia romana di San Giovanni Battista de La Salle al Torrino, è tornato a parlare della centralità della domenica e, dunque, dell`importanza «dell`Eucaristia nella vita personale e comunitaria». È proprio «riuniti attorno all`Eucaristia», infatti, che «avvertiamo più facilmente come la missione di ogni comunità cristiana sia
quella di recare il messaggio dell`amore di Dio a tutti gli uomini». Parole che non sono passate inosservate nella corposa mole di dichiarazioni che hanno accompagnato, l`altro giorno, la celebrazione della Giornata uropea per le domeniche liberedal lavoro, in tantecittà del Vecchio Continente. Un evento giunto all`indomani della decisione del governo Monti di liberalizzare il commercio consentendo le aperture dei negozi anche la domenica e nei giorni festivi. E così, presidi, volantinaggi e sit in si sono svolti, per iniziativa delle federazioni sindacali Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltucs Uil, anche in Italia: da Milano a Bari, da Sassari a Brescia, e ancora a Roma, Genova, Savona, Cagliari, Bologna, Rimini, Perugia. Spesso le manifestazioni si sono tenute in grandi centri commerciali, dove molti esercenti sono stati invitati a firmare petizioni contro le liberalizzazioni. «Il Governo ha deciso di liberalizzare l`apertura dei negozi e dei centri commerciali senza discutere con nessuno - ha detto il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni-. Non è stata una scelta saggia né liberale, per un Paese come l`Italia che ha anche delle forti radici morali e culturali sul tema del lavoro domenicale. Bisogna riaprire questa partita con il governo e con gli enti locali». Dunque, secondo il numero uno della Cisl, «la liberalizzazione degli orari nel commercio è una restrizione della libertà per chi non vuole lavorare anche la domenica. F. una scelta - ha aggiunto Bonanni - che limita la libertà delle persone che lavorano». E sulla base di argomentazioni comuni – liberalizzando non aumentano i consumi, i turni diventano massacranti, si limitano la libertà di chi lavora e i costi di gestione – sono piovuti i commenti degli altri leader sindacali. Per Susanna Camusso (Cgil) «la vita non è fatta solo di consumi, anche perché o comunque aumentano le retribuzioni o i consumi non crescono». Mentre secondo il segretario confederale della Uil, Carmelo Barbagallo, il lavoro domenicale va regolato «per evitare un uso selvaggio, da parte della grande distribuzione, dell`orario di lavoro». E se anche la Confcommercio critica la "deregulation" che «non gioverà né ai consumi né al pluralismo distributivo del nostro Paese», l`Ugl chiede di avviare un confronto tra sindacati e imprese: «Il riposo della domenica - ha evidenziato il segretario generale Giovanni Centrella -non può essere compensato con il riposo in qualsiasi giorno della settimana, quindi va ripensato îl sistema, salvaguardando la libertà del datore di lavoro e del dipendente di regolarsi secondo le proprie esigenze».


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