1° Maggio, lo sciopero si allarga sindacati tutti uniti contro Renzi
La Repubblica (04/21/2011)

Firenze - Lo sciopero del Primo maggio si allarga. Lo avevano già deciso martedì sera. Ieri lo hanno annunciato ufficialmente, i segretari toscani di Filcams-Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, Roberto Betti, Carlo Di Paola e Pietro Baio. Le commesse sciopereranno in tutti i Comuni della Toscana che hanno dato ai negozi la facoltà di tenere aperto il giorno della festa del lavoro. Al sindaco le tre sigle sindacali mandano a dire che «non è, suo malgrado, l´ombelico del mondo». Si riferiscono all´accusa mossa da Renzi ai sindacati fiorentini di scioperare «ad personam», contro di lui, risparmiando gli altri sindaci. Lo sciopero invece c´è per tutti. Scende in campo per la seconda volta la Cisl di Firenze attraverso le parole del suo segretario Pistonina che ringrazia le tre organizzazioni di categoria «per aver proclamato lo sciopero in tutta la Toscana». E su Renzi puntualizza: «Chi a Firenze ha vissuto in questi giorni con l´angoscia di sentirsi perseguitato potrà rasserenarsi. Non si protesta contro le persone ma contro le scelte che compiono».
Scelta sbagliata lasciare aprire i negozi il Primo maggio, toppa ancora più sbagliata, quella rivendicata dal sindaco di far lavorare quel giorno solo gli interinali, insistono i sindacati. Tutti uniti, sfatando il mito dell´idillio sindaco-Cisl e della guerra con la sola Cgil. La battaglia del Primo maggio separa il sindaco da tutte e tre le organizzazioni sindacali che sottolineano come la questione sia più ampia del far lavorare gli uni piuttosto che gli altri: «In ballo sono valori etici, civili o religiosi che siano». Un tema, secondo Betti, Di Paola e Baio, «che interessa i lavoratori ma anche l´intera comunità: perché si tratta di recuperare una dimensione etica del fare politica e del fare economia». Aggiungono che «è pretestuoso» prendere a scusa la crisi del commercio: ci vuole altro che un Primo maggio di apertura.
Renzi resta tranquillo: «Fare sciopero in tutta la Toscana mi sembra una scelta più coerente rispetto a quella annunciata all´inizio». Ma non si arrende: «Continuo a dispiacermi perché avevamo la possibilità di trovare un accordo con i grandi magazzini del centro per liberare le commesse e non costringerle allo sciopero».


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