Ci serve la spesa alle tre di notte?
Famiglia Cristiana (10/04/2012)

Renato Rocca Docente di Marketing all`Università Cattolica di Milano <<Sicuramente ci sono alcune esigenze particolari da parte dei clienti che, per esempio, vogliono andare a fare la spesa dopo cena, magari per poi avere libero il fine settimana. Da questo punto di vista c`è già stata un`estensione degli orari, soprattutto nelle grandi catene commerciali. In linea generale», afferma Renato Fiocca, docente di Marketing all`Università Cattolica di Milano, «è giusto che l`offerta si adegui alla domanda e non ci vedo nulla di male se anche da noi qualche punto vendita, come avviene già in molte città all`estero, tenta l`esperimento dell`apertura notturna». «Tuttavia», spiega, «la grande distribuzione potrebbe usare un po` più di fantasia per venire incontro alle esigenze dei propri clienti e soddisfarne le aspettative. L`apertura anche la domenica e nei festivi o 24 ore su 24 non è certo la più originale. Per esempio», prosegue, «ìn pochissimi negozi italiani, a parte qualche eccezione, ci sono asili nido attrezzati per accogliere i bimbi piccoli mentre i genitori fanno la spesa. Sarebbe una soluzione che faciliterebbe molto le famiglie. Quanto al problema della sicurezza dei lavoratori, avanzato in questo caso da alcuni sindacati, bisogna ricordare che già oggi molte persone lavorano nei negozi delle stazioni ferroviarie che chiudono a mezzanotte e riaprono alle cinque.
Di fatto, lavorano di notte. Oppure», conclude, «basti pensare a chi lavora nel pronto soccorso degli ospedali o nelle stazioni di servizio in autostrada».

« Da tempo, ormai, sugli orari la grande distribuzione ha forzato la mano. Adesso», afferma Graziella Carneri, segretario generale della Filcams Cgil, «il decreto "Salva Italia" varato dal Governo consente di stare aperti sette giorni su sette, mentre in passato c`erano dei paletti. Qualche catena ha prolungato gli orari serali. Il Carrefour Express di piazza Principessa Clotilde a Milano ha deciso di stare aperto tutta la
notte con due persone che coprono la fascia oraria fino a mezzanotte e altre due che lavorano fino al mattino. Occorre precisare che noi non abbiamo fatto nessun accordo con l`azienda che ci ha comunicato la decisione presa». «In ogni caso», spiega Carneri, «sono assolutamente contraria perché non credo affatto che ci sia l`esigenza da parte dei cittadini di fare la spesa alle due di notte. Si tratta
più che altro di un cambiamento di costume. I lavoratori del settore commercio, peraltro, sono quelli che più di tutti, anche con contratti part-time, si sono resi disponibili in questi anni alla massima flessibilità per venire incontro alle esigenze dei clienti e alle aperture straordinarie decise dalle aziende. il lavoro notturno è una questione da maneggiare con cura. Va bene dove c`è un`effettiva necessità, come
ospedali o aziende che hanno un ciclo continuo di produzione. In tutti gli altri casi è meglio andare molto cauti e utilizzarlo solo dove e quando serve».


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