Aperti per le feste Rossi promette: cambiamo regole
Corriere della Sera (11/17/2010)

Rossi dopo la consegna delle 50 mila firme: niente più aperture selvagge
I lavoratori del commercio non rifiutano di rimanere aperti la domenica, «ma a tutto c’è un limite». E in 50 mila chiedono regole più precise. Parecchi ancora devono digerire di avere lavorato il primo maggio scorso e ora arriva la possibilità di tenere la serranda alzata anche per il 26 dicembre 2011. Così ieri, i rappresentanti regionali di Filcams Cgil, Roberto Betti, di Fisascat-Cisl, Carlo Di Paola e Uiltucs-Uil, Ernesto Lombardo hanno consegnato al presidente della Regione, Enrico Rossi, una raccolta di 50 mila firme contro le aperture selvagge domenicali, quelle festive e quella (eventuale) nel giorno di Santo Stefano.

Con il pacchetto di firme si auspica così di modificare la legge regionale 28/2005 che consente ai Comuni di concedere deroghe alla chiusura degli esercizi commerciali nei giorni festivi. «Proponiamo un tavolo di concertazione per le aperture festive — spiega Roberto Betti— la crisi non si risolve aprendo la domenica e su alcune giornate di festa, come il 26 dicembre, non può esserci la deroga». Su quest’ultimo punto il vicesindaco Dario Nardella sottolinea che «l’amministrazione comunale non ha mai preso in considerazione l’ipotesi di apertura straordinaria dei negozi nella giornata del 26 dicembre e comunque non sarebbe favorevole».
Ma Cgil, Cisl e Uil vogliono rivedere la legge che regola le aperture festive dei negozi anche per riequilibrare il rapporto tra piccola e grande distribuzione: «Al centro del confronto deve essere messo il concetto di occupazione, qualità della vita e rispetto del contratto. Ma come fa una commessa che lavora ai Gigli a tornare a casa tutte le sere alle 22,30 se non ha un proprio mezzo?». La situazione, si fa notare, è man mano peggiorata con l’aumento delle richieste di apertura degli esercizi commerciali anche nei giorni festivi, e che ora potrebbe arrivare a mettere in discussione anche quelle giornate con un forte valore simbolico (sociale e religioso) come il Primo maggio, Santo Stefano e Pasquetta. E il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha raccolto la proposta di aprire un confronto: «Sono favorevole a mantenere alcuni giorni in cui si deve rispettare la festività per tutti. Poi, naturalmente, non siamo fondamentalisti. Se c’è l'intesa tra le categorie e le rappresentanze dei sindacati si potrà prevedere anche una deroga. Ma una tendenza alla deregolamentazione mi sembra che produca danni. Il rischio di tutte queste aperture è quello di creare un effetto domino». Ci sarà dunque da mettere mano alla normativa attuale e questa dovrà passare dal Consiglio Regionale. Si tratta, conclude Rossi, di «stabilire delle festività valide per tutti, senza la possibilità di deroghe, poi occorre fare in modo che per concedere una deroga sia necessario l'accordo con i sindacati e non soltanto la loro consultazione».


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