Quella festa è la nostra identità
La Repubblica (04/30/2011)

Firenze -CAMUSSO parla in un affollato Palaffari per l`assemblea «La festa non si vende», organizzata dalla Filcams Cgil alla vigilia di un 1° Maggio che l`amministrazione ha voluto a negozi aperti e segnato dallo sciopero indetto da tutti e tre i sindacati del commercio, Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. La segretaria evita di nominare Renzi con cui si è già scontrata: «Sono stufa delle polemiche». Volapiù alto, parla di lavoro in generale. Sul l°Maggio: «Tenere un negozio o un ospedale aperto non sono due cose paragonabili. Non so se il l°Maggio sia più importante del 25 Aprile, ma stiamo parlando di due giorni, non di mesi e nel resto del mondo ci sono feste inviolabili. Proponiamo ai francesi di aprire i negozi il giorno della presa della Bastiglia o agli americani il giorno del Ringraziamento. Riderebbero». Ma il provincialismo italiano, dice, è rimasto indietro rispetto al dibattito europeo e perfino americano «dove Obama ha rimesso al centro il lavoro industriale». Camusso consiglia di non impoverire il lavoro ma recuperare risorse attraverso un po` di giustizia: tassare di più le rendite finanziarie, rivedere il fisco e tassare «i grandi patrimoni» come in Francia. Prima di lei, il presidente della Regione Enrico Rossi promette di inviare in consiglio la prossima settimana la proposta di legge che salvi alcune feste, laiche e religiose. E consegna alla sinistra il non facile compito di difendere «le buone tradizioni religiose e socialdemocratiche dell`Europa». Il docente di economia Stefano Bartolini ricorda che non saranno i consumi a risolvere una crisi nata dal super indebitamento degli americani per consumare al di sopra del proprie possibilità. Adriano Sofri parte dal Vecchio Testamento e dall`ordine del Signore, che ha liberato gli ebrei dalla schiavitù in Egitto, di santificare il sabato: tu, la moglie, i figli ma anche gli schiavi e gli stranieri. Lo fa per parlare del1 ° Maggio dei giorni nostri: «Una festa che serve non solo a ricordare che siamo stati schiavi e che le persone hanno perso la vita per smettere di essere schiavi, ma che come siamo usciti da un Egitto si può tornar a essere schiavi e forse ci stiamo già tornando». L`assemblea si diverte alle vignette di Staino («Ma saranno scemi questi turisti?Con tutti i negozi aperti che ci sono stanno afare la fila agli Uffizi». Non trattiene i fischi per Giovanni Cob olli Gigli,
presidente di Federdistribuzione, l`associazione della gran de distribuzione, che si spende a favore delle aperture festive «per dare maggiori occasioni di acquisto» ai cittadini e di guadagno alle imprese. Si chiude con i fiori delle lavoratrici Cgil del Teatro del Maggio per Camusso.


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