150mila firme contro il lavoro domenicale
L'Unità (05/15/2013)

«Domenica sempre aperto? Ma anche no!». Esercenti, sindacati, Conferenza episcopale, gran parte delle forze parlamentari (Movimento 5 stelle incluso), ministri come Zanonato. Si allarga il fronte sociale e politico che chiede di fermare la liberalizzazione degli orari dei punti vendita. Ieri mattina la Confesercenti ha portato alla Camera le 150 mila firme raccolte in soli due mesi a sostegno di una proposta di legge di iniziativa popolare. Si chiede di fare marcia indietro rispetto al decreto Salvaltalia di Montiana memoria e di ripristinare una concertazione sul territorio che regoli le aperture domenicali, ridando alle Regioni la competenza che spetta loro in materia di commercio: «Un equilibrio che consenta di aprire le domeniche in cui serve realmente e sia economicamente vantaggioso per tutti». Ad un anno e mezzo dal provvedimento contenuto nel primo decreto del governo Monti, i risultati sono assai deludenti. Se il premier si era venduto la liberalizzazione (la più ampia in Europa, simile solo all`Inghilterra) su tutto il territorio nazionale degli orari degli esercizi commerciali come un toccasana per la crescita, il rendiconto del 2012 è allarmante: se il Pil è crollato (-2,4%) anche per altre ragioni, sono stati chiusi ben 326mi1a imprese al dettaglio con un saldo negativo di 92.662 esercizi, i consumi delle famiglie sono calati del 4,3% per un totale di 40 miliardi. E il 2013 è partito sulla stessa tendenza: saldo negativo di 5 mila negozi. La sintesi la fa il presidente di Confesercenti Marco Venturi: «Le aperture domenicali generalizzate non hanno aumentato i consumi e hanno favorito solo la grande distribuzione. Qui i lavoratori possono tornare, nei piccoli esercizi commerciali invece no e i lavoratori hanno invece diritto ad un riposo settimanale. Per tutte queste ragioni, assieme alla Cei e in particolare a monsignor Bregantini, a Cgil, Cisl e Uil abbiamo raccolto le firme per chiedere di tornare alla legislazione precedente». A firmare, prima di diventare ministro, è stato anche l`ex sindaco di Padova Flavio Zanonato. «La sua adesione è importante - continua Venturi - cercheremo di coinvolgerlo così come faremo con il presidente del Consiglio Letta». «Auspichiamo che da parte del governo ci sia una sensibilità diversa rispetto al Salvaltalia - gli ha fatto eco il direttore generale Mauro Bussoni - aprire di più non fa aumentare i consumi, è antieconomico per gli esercenti, salvo nelle zone turistiche, e in più l`Italia ha una organizzazione sociali non preparata». «È una proposta di legge importante - ha commentato Franco Martini segretario generale della Filcams Cgil - . Da due anni combattiamo per una migliore regolamentazione del settore che soddisfi le esigenze delle imprese e tuteli il diritto al riposo dei lavoratori». Il consenso politico va dal Pd alla Lega, al M5s. «Abbiamo già presentato un proposta di legge che raccoglie queste istanze e prevede aperture con un meccanismo di rotazione per 12-13 festività l`anno``, ha spiegato il cittadino emiliano Michele Dell`Orco.


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