Negozi aperti, la guerra del 17 marzo
Corriere di Bologna (03/08/2011)

Bologna - Sindacati contro la facoltà di derogare al festivo. Ascom e Confesercenti: giusto così
La Festa del Tricolore fa litigare Cgil e Regione. Viale Aldo Moro ha equiparato il 17 marzo, la giornata nella quale si celebra il 150 ° anniversario dell’Unità d’Italia, a una domenica qualunque. Giornata per la quale, nei centri storici delle città d’arte come Bologna, la legge Bersani permette di tenere i negozi aperti. Il sindacato rosso, invece, vorrebbe che serrande degli esercizi entro i viali restassero abbassate per tutta la giornata. Ma andiamo con ordine. La circolare di viale Aldo Moro non ha considerato la Festa del Tricolore alla stregua di giornate come il primo maggio, il 25 Aprile, Pasqua oppure il 25 e il 26 dicembre. Dei negozi all’interno della cerchia muraria abbiamo già detto: loro possono restare aperti. Al di fuori dal centro storico è fatta salva la possibilità di usufruire, in occasione del 17 marzo, di una delle otto giornate di apertura in deroga. Una scelta che ha fatto arrabbiare la Cgil e la Filcams. Il sindacato ha chiesto un incontro urgente «affinché venga garantito il rispetto di questa importante festività» . Confederazione e categoria del commercio «solleciteranno le amministrazioni comunali della regione affinché non vengano previste deroghe a tale auspicata limitazione— ha continuato la nota del sindacato—. È necessario che la Regione per il 2011 consideri la giornata del 17 marzo alla stregua delle festività indisponibili alla deroga per le aperture domenicali» . E l’eco della polemica innescata in viale Aldo Moro arriva inevitabilmente anche sotto le Due Torri. Palazzo d’Accursio, seguendo la linea regionale, ha disposto che i negozi del centro storico possano tenere alzate le serrande. Così come potranno fare quelli in periferia. E anche a Bologna la Cgil promette le barricate. Molto chiaro il messaggio del segretario della Camera del lavoro, Danilo Gruppi: «Mi sembra il minimo che i negozi restino chiusi visto che, è bene ricordarlo, questa festa se la pagano interamente i lavoratori — ha rincarato la dose il numero uno della Cgil di Bologna — a meno che non riteniamo che le parole del presidente Napolitano siano state uno scherzo» . Sotto le Due Torri anche la Cisl, seppur con sfumature diverse, è vicina alle posizioni della Camera del Lavoro. «Sarebbe bene che questa giornata non fosse dedicata agli acquisti ma che fosse un’occasione perché tutti possano festeggiare, anche i lavoratori del commercio» , ha scandito la segretaria della Fisascat-Cisl, Magda Cappelli. Ai commercianti, invece, arriva un niet chiaro ai desideri sindacali. «Si tratta di una richiesta inapplicabile che arriva fuori tempo massimo— ha tuonato il direttore dell'Ascom, Giancarlo Tonelli —. La Regione si è già pronunciata ed è chiaro a tutti quale sia la posizione da seguire» . Stessa musica anche da Confesercenti: «A maggior ragione in un momento di crisi i commercianti devono avere tutte le possibilità — ha attaccato il presidente bolognese, Sergio Ferrari —. La legge consente l'apertura e credo che molti negozi sceglieranno di lavorare» .


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