Negozi aperti il primo maggio scoppia la guerra tra sindacati
Corriere del Veneto (04/26/2011)



La Cisl: « Opzione plausibile». La Cgil: «Sciopero»

VENEZIA - E` scontro tra sindacati sulla festa del primo maggio. Motivo del contendere i molti negozi che alzeranno la saracinesca a Venezia, nei centri storici di Verona e Bassano, a Treviso (per esempio Coin) e nelle località balneari di Desolo, Caorle, Bibione e Sottomarina. Possono farlo in virtù delle deroghe concesse ai centri turistici e alle città d`arte e anche alle aperture domenicali, visto che quest`anno la ricorrenza coincide con il giorno festivo. Da una parte
la Cgil che, ferma nella convinzione di dover onorare il giorno dei lavoratori, ha indetto per oggi e domani una serie di assemblee finalizzate a organizzare uno sciopero generale, possibilmente insieme a Cisl e Uil. Dall`altra la stessa Cisl, che lascia libertà ai territori di scegliere secondo le proprie esigenze. Un orientamento espresso dal segretario generale Raffaele Bonanni, secondo il quale «la decisione dovrebbe essere presa luogo er luogo, da parte dei sindaci,
con i sindacati e le imprese», e confermata dai vertici regionali. «Il primo maggio è la festa dei lavoratori, rappresentati da tutti i sindacati, della cui storia fa parte - spiega Adriano Filice, segretario veneto della Filcams Cgil - e come tale va onorata in maniera congiunta. Non sono accettabili divisioni, come non ha senso parlare di "scelte territoriali", soprattutto perchè in quasi tutte le città la ricorrenza viene ricordata insieme dai sindacati. Non abbiamo preclusioni rigide contro le aperture domenicali, ma riteniamo che almeno alcune importanti festività come Natale, Pasqua, il 25 aprile e il primo maggio vadano rispettate. E` improbabile che le continue deroghe abbiano effetti miracolosi sull`economia, in compenso contribuiscono a creare lavoro precario e ledono il diritto al riposo degli
operatori del settore».
Di parere contrario Franca Porto, segretario della Cisl Veneto: «Esiste una precisa normativa per la negoziazione delle giornate di apertura, che prevede si tenga conto delle caratteristiche del territorio, mi riferisco ad esempio ai centri turistici e alle città d`arte, e ad eventi particolari, come quello in discussione. Nel momento in cui la negoziazione locale viene fatta per tempo, così da consentire ai lavoratori di organizzarsi, e prevede per loro una compensazione dell`impegno garantito nel giorno di festa in termini di soldi o di recupero del riposo, non vedo il problema.
Fermo restando che un`apertura straordinaria non possa risolvere i problemi del commercio aggiunge la Porto - va anche ricordato il mondo sempre più multiculturale in cui viviamo. E nel quale molte persone lavorano nelle feste, religiose o civili che siano. Se la Cgil vuole fare sciopero niente da dire, noi però valuteremo la situazione caso per caso. Del resto si sa che sul commercio abbiamo due posizioni molto diverse». In mezzo alla diatriba negozianti e consumatori. «Il primo maggio è, come Natale e Capodanno, una delle ricorrenze in cui si tiene chiuso - commenta il segretario generale di Confcommercio Veneto, Danilo De Nardi - noi diamo questo input agli associati. E` chiaro però che se, soprattutto in periodi di crisi, qualcuno ha bisogno di lavorare anche nelle feste per sopravvivere, non possiamo impe- dirlo. Bisogna essere realisti: comprendiamo le ragioni del sindacato e rispettiamo il diritto al riposo della nostra categoria, ma come facciamo a dire di no a un`azienda in difficoltà
che con un`apertura straordinaria riesce magari a intercettare più clienti?».
Non ne sono convinti i consumatori, che concedono un`unica «attenuante». «La festa del lavoro va onorata e non affidata agli umori dei sindaci, che approfittano sempre dell`evento per darsi lustro mediatico - avverte il presidente dell`Adico, Carlo Garofolini -. Ci sono ricorrenze che andrebbero sempre osservate, come Natale, Pasqua e il primo maggio. Ritengo che le radici di quest`ultima data, dedicata al lavoro, non andrebbero perse, perciò i negozi dovrebbero restare chiusi. E` lecito un discorso a parte solo per le città caratterizzate da enormi flussi turistici,
come Venezia, Firenze e Roma». Una curiosità: Padova, che oltre ad essere città d`arte per regolamento comunale può pure tenere aperto tutte le domeniche da aprile al 13 giugno, onora la festa.


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