Comuni turistici, una legge per tenere aperti i negozi nei giorni festivi
Corriere della Sera (04/27/2011)



ROMA - Tenere aperti i negozi il Primo maggio e, più in generale, «liberalizzare l`apertura dei negozi nei giorni festivi, può dare alla nostra economia la frustata di cui ha bisogno». Lo dice il ministro del Turismo Michela Vittoria Brambilla, che ricorda anche di avere allo studio «un disegno di legge per liberalizzare gli orari degli esercizi commerciali nei Comuni a vocazione turistica». «Mi ha fatto molto piacere - continua il ministro - apprendere che le associazioni di categoria del turismo e del commercio, attraverso la voce del vicepresidente di Confcommercio e presidente di
Confturismo, Bernabò Bocca, e del presidente della Confcommercio romana, Cesare Pambianchi, chiedono l`apertura degli esercizi commerciali nei giorni festivi, e in particolare il prossimo primo maggio. Un appello che non solo raccolgo con piacere ma che condivido pienamente». Le parole del ministro si inseriscono in una lunga polemica che da settimane vede contrapposti i favorevoli all`apertura dei negozi anche il primo maggio, festa del Lavoro, e i contrari, prima tra tutti la Cgil. Negli ultimi giorni sulla faccenda si sono scontrati il segretario generale della Cgil Susanna Camusso e il sindaco di Firenze Matteo Renzi. La prima ha accusato Renzi, Pd, di cercare «visibilità» e
ha proclamato uno sciopero a Firenze contro la decisione del sindaco di consentire l`apertura degli esercizi commerciali. Il secondo ribatte: «È la Camusso che continua a darmi visibilità. In ogni caso, nei sindacati si sta giocando un derby tra l`ideologia e il buonsenso, io sto con il buonsenso. Ho sempre lavorato il primo maggio, non vedo che cosa ci sia di male». Renzi apprezza le dichiarazioni del segretario della Cisl Raffaele Bonanni che su questo tema auspica «l`accordo da trovare a livello locale, sul territorio, tra sindaci, sindacati e commercio», mentre critica la Camusso che anche sul Corriere della Sera di ieri ha spiegato le sue ragioni. «Ma davvero crediamo che le sorti dell`economia dipendano dall`apertura dei negozi il Primo maggio?». «Dobbiamo immaginare che presto anche il Natale diverrà un attentato all`economia?» ha scritto la Camusso. Mentre Milano decide che oltre a Firenze, anche il capoluogo lombardo potrà avere i suoi negozi aperti il primo maggio dopo Roma che l`ha concesso per il centro storico in considerazione del fatto che la festa del Lavoro coinciderà con la beatificazione di Papa Wojtyla, Michela Vittoria Brambilla si schiera dalla parte dei commercianti e del turismo. «Sono fermamente convinta - dice la Brambilla - che un`eccessiva regolamentazione delle attività commerciali rappresenti un forte freno per la crescita». La liberalizzazione degli orari, invece, «non avvantaggerebbe solo la grande distribuzione ma anche il piccolo commercio. Lo shopping, l`acquisto del made in Italy, il mangiare e bere bene sono, infatti, alcune tra le principali motivazioni oltre, ovviamente, alle attrattive storico-culturali, per le quali i turisti, stranieri e italiani, scelgono di visitare le
nostre città».


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