Negozi aperti il 1 primo maggio è scontro tra sindaci e sindacati
Il Messaggero (04/28/2011)



ROMA - Camusso, Bonanni e Angeletti festeggeranno il Primo maggio a Marsala. Nel segno dell`unità, ovviamente.
Ma in molte città della penisola la «Festa dei lavoratori» sarà davvero «particolare». Questa volta a far saltare gli equilibri (e i nervi) dei sindacalisti di seconda fila la facoltà data da diversi sindaci di tenere aperti i negozi. A Milano Letizia Moratti (Pd1), a Firenze Matteo Renzi (Pd), nella Capitale Gianni Alemanno (ex An) hanno deciso per l`apertura provocando la reazione dei sindacati, soprattutto la Cgil, che hanno minacciato di rispondere immediatamente con lo sciopero. In realtà con atteggiamenti diversi: intransigente la posizione della Filcams/Cgil: «Dobbiamo difendere i lavoratori, sempre e soprattutto il Primo maggio, quella di tenere aperti i negozi è una decisione presa senza neppure consultarci». La Cisl, attraverso il leader, Raffaele Bonanni chiede un confronto per regolamentare gli` orari festivi. Già nei giorni scorsi aveva manifestato tutta la propria contrarietà il leader della Cgil, Susanna Camusso. Sferzante Letizia Moratti: «Se la libertà della sinistra è tenere i negozi chiusi, non siamo messi bene». Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, invita ad evitare polemiche ideologiche: «Lo strumento migliore per regolamentare le aperture è quello di un accorto utilizzo degli obblighi di chiusura».

Come se non bastasse, il prossimo sarà un Primo maggio particolare anche perché in alcune città verrà «celebrato» separatamente. A Bologna, la Cgil ha organizzato corteo e comizio in splendida solitudine, e la Cisi anticiperà la manifestazione al 30 aprile. «Per forza - sottolinea il segretario locale, Alessandro Alberani - la Cgil aveva già occupato tutte le piazze». La macchina della Cgil, intanto, lavora a pieno regime in vista dello sciopero generale del 6 maggio. E ieri la Fiom ha ribadito la propria volontà di proseguire nel braccio di ferro con Federmeccanica sulla questione dei
contratti. «Comunque - ha affermato il leader, Maurizio Landini - siamo pronti a sospendere la presentazione di nuove vertenze se si aprirà un tavolo sulla rappresentanza sindacale per evitare gli accordi separati».


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