Unità d´Italia, è scontro sui negozi aperti
La Repubblica (03/11/2011)

Bologna - Cgil contro la Cancellieri: un giorno non risolve la crisi dei consumi
Infuriano le polemiche sul 150esimo dell´Unità d´Italia. Cgil e Uil partono lancia in resta contro il commissario Anna Maria Cancellieri, colpevole di aver definito "più bella" la festa se i negozi rimangono aperti. «Siamo pronti alla mobilitazione», tuona la Uil. «Incomprensibile», dice il segretario Cgil Danilo Gruppi, che ne ha anche per il presidente degli industriali Maurizio Marchesini. «La festa scippa i lavoratori - dice - e tutto è iniziato per una sua presa di posizione senza senso».
Il 17 marzo si vedrà quanti negozi decideranno di tenere alzate le serrande. La Regione ha parificato la festa a una domenica e quindi almeno in centro a Bologna c´è libertà di scelta, mentre l´Ascom non dà indicazioni ai suoi associati. La Coop chiude. Però le parole della Cancellieri ieri hanno acceso gli animi. La Uil risponde con un secco "no, grazie" al commissario. «Se si decidesse di consentirlo sarebbe inevitabile il ricorso alla mobilitazione», dice il segretario della Uiltucs Stefano Franzoni. La Cgil, che festeggia la ricorrenza la sera prima in via Marconi con una "Notte tricolore" (dalle 18.30 con mostre e filmati), picchia duro. «È per lo meno bizzarro che si definisca la festa più bella come fa il commissario se i negozi sono aperti. Come se i 150 anni dell´Unità d´Italia non riguardassero anche quei lavoratori», attacca Gruppi, che poi se la prende prima coi commercianti («È una mistificazione pensare che con un giorno di apertura in più si risolva la crisi dei consumi») e poi spara ad alzo zero contro gli industriali, e specialmente quelli di Bologna, che per primi hanno polemizzato con il Governo ottenendo di non pagare un festivo in più. «Altro che più giornate di produzione, qui ci sono giornate di cassa integrazione. Marchesini ha iniziato una polemica senza senso, non è stato un approccio da classe dirigente - continua il segretario - La festività adesso i lavoratori se la pagano da soli, un vero scippo». Cauta ma ferma la risposta degli industriali. «Siamo dentro la crisi, servirebbe lavorare di più – ribadisce Marchesini – Inoltre la festa cade di giovedì e il "genio pontieri" è sempre attivo, sarebbe stato meglio meditare di più su questa festa, che costa 8 miliardi di euro».


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