Negozi aperti, si spaccano i sindacati

Corriere di Bologna (04/27/2011)



RIMINI. Muro contro muro, i sindacati riminesi si spaccano sull`apertura dei negozi per il primo maggio e divampano le polemiche. La miccia, piuttosto corta, è stata accesa ieri, in vista della possibilità di tenere aperte le saracinesche per la festa dei lavoratori: un`opzione su cui si è schierata a favore la Uil, scatenando la reazione della Cgil, pronta rilanciare con il segretario della Filcams Mauro Rossi: «Chi è d`accordo viene da un altro pianeta». Parole che si inseriscono nel dibattito esploso a livello nazionale, in cui Matteo Renzi, sindaco di Firenze, ha dato fuoco alle polveri concedendo ai negozianti della città la possibilità facoltativa di tenere aperto. Di parere opposto il sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, che ha ribadito: «I negozi, nella festa dei lavoratori, non saranno mai aperti». Sembra insomma che ci siano due correnti di pensiero, agli antipodi. Giuseppina Morolli, segretario Uil Rimini, cavalca il partito dei favorevoli all`alzata delle serrande: «I tempi stanno cambiando e chi non lo intuisce non capisce che siamo in un momento di crisi e non permettere ai negozianti di lavorare sarebbe una scelta ottusa». Apertura per singoli commercianti in centro e sul lungomare, insomma, «ma non i centri commerciali», continua il segretario della Uil: «I piccoli negozianti potranno lavorare per un giorno senza l`assillo delle grandi catene». Una posizione dalla quale si allontana Rossi della Filcams Cgil: «Calpestare i diritti dei lavoratori nella loro festa lo può fare chi arriva da Marte e ritiene di potere uscire dalle difficoltà economiche ignorando i diritti dei lavoratori». Ecco perché Rossi, conclude con una frecciata intrisa nel veleno: «Spero che la Morolli il primo maggio tenga aperta la segreteria Uil, in modo da essere coerente».


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