Negozi, sciopero contro il lavoro forzato
La Repubblica (03/17/2011)



I sindacati.- "Chi vuole stare a casa oggi ha il diritto di farlo "
Milano - Quando uno sciopero serve per garantire il diritto dei lavoratori a partecipare a una festa nazionale. Dopo la deroga concessa dal Comune ai commercianti che potranno restare aperti oggi in occasione della festa per celebrare i 150 anni dall`Unità d`Italia, i sindacati di categoriadiCgil, CisleUilhanno proclamato una giornata di sciopero oggi per tutelare i diritti dei lavoratori più giovani. «Molte imprese, soprattutto della grande distribuzione hanno previsto in maniera del tutto illegittima nelle lettere di assunzione, l`obbligo del lavoro festivo e domenicale - spiegano in una nota congiunta i segretari generali di Filcams Cgil, Graziella Carneri, Fisascat Cisl, Luigino Pezzuolo, e Uiltucs Uil, Giovanni Gazzo - . Per garantire a tutti la possibilità di celebrare in maniera adeguata questa importantissima ricorrenza, dichiariamo per questi lavoratori uno sciopero per l`intera giornata». I sindacati confederali che una settimana fa avevano scritto ai sindaci dell`hinterland per esprimere le loro netta contrarietà a concedere
la deroga nella festa del 17 marzo ribadiscono agli altri lavoratori «che contrattualmente non esiste l`obbligatorietà lavorativa durante le festività civili e religiose» e invitano quindi tutte le categorie «ad astenersi dal prestare la propria attività lavorativa nella giornata di oggi». Del resto, i sindacati avevano da subito espresso un giudizio fortemente negativoverso chi, comePalazzo Marino, aveva scelto di assecon- dare le spinte di Federdistribuzione, ignorando il parere del sindacato e le ragioni dei lavoratori. L`associazione della grande distribuzione afferma che a Milano saranno aperti 270 punti vendita, di cui 180 nel settore alimentare e 90 negli altri ambiti, tra centri commerciali, piccoli e
grandi supermercati e discount. Il segretario generale della Cisl Lombardia Gigi Petteni, che nei giorni scorsi aveva già esortato tutti i lavoratori a resistere alle eventuali insistenze dei datori di lavoro per indurli a lavorare ugualmente durante la festa dell`Unità d`Italia, ieri, ha criticato la scelta degli assessori della Lega di non partecipare alle celebrazioni ufficiali. «Ci dispiace che nella nostra regione - ha sottolineato - qualche rappre- sentante elleistituzioninon abbia capito che i luoghi delle istituzioni sono diversi dagli stadi». Già da ieri sera, un fascio di luci bianco, rosso e verde disegna una grande bandiera tricolore sulla facciata della sede sindacale regionale di Cgil, Cisl e Uil di Sesto San Giovanni. «I segnali diintemperanza che arrivano daalcunipartitidelcentrodestra che governano Regione, Provincia e Comune-precisa il segretario generale della Cgil Onorio Rosati- sono un motivo in più per invitare i lavoratori oggi a partecipare a questa festa». Sempre ieri alla Camera del Lavoro sono state lette davanti a una delegazione di lavoratori due lettere scritte da Giuseppe Garibaldi nel 1861 e indirizzate proprio ai lavoratori milanesi.


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