Negozi, aperti 7 su 10 Ma con scarse vendite Bordoni: «Soddisfarti dell`immagine che Roma ha dato»
Corriere della Sera (05/03/2011)

Roma - Negozi, è battaglia di cifre. Sull`apertura del primo maggio le polemiche continuano a suon di numeri. Per l`Osservatorio della Confcommercio circa illo % dei negozi domenica hanno lavorato (l`8o% intorno al Vaticano, il 6o%o nel centro storico). Non è così per la Confesercenti: secondo il loro osservatorio, escludendo bar e ristoranti, i negozi che hanno alzato le saracinesche sono stati circa il4o-5o%o di quelli abitualmente aperti di domenica; le punte più alte si sono registrate in via del Corso, via della Croce e via dei Giubbonari, mentre altre aree sono rimaste completamente chiuse come Campo Marzio o Fontanella Borghese. E non divergono solo le cifre, continuano a scontrarsi favorevoli e contrari. È soddisfatta la Confcommercio: «Il sistema - afferma il presidente Cesare Pambianchi - si è messo a totale disposizione di turisti e pellegrini, dimostrando efficienza, capacità di accoglienza e ospitalità. A questo punto - aggiunge - si rivela tutta la sterilità delle polemiche dei giorni scorsi: Roma, città cosmopolita e internazionale, non poteva restare chiusa. Si sarebbe data un`immagine di trascuratezza e provincialismo del tutto fuori luogo, non si può ragionare secondo logiche politiche obsolete». Resta, invece, fermamente per il «no» la Cgil: «La nostra contrarietà al fatto di aprire il primo maggio - afferma il segretario generale di Roma e del Lazio Claudio Di Berardino - è per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori, che vanno sempre difesi, soprattutto nel giorno della loro festa. E va fermato un processo di deregolamentazioni, anche perché le disposizioni del comune consentivano aperture al di fuori del centro storico. E sbagliato aggiunge - andare incontro ai commercianti in questo modo senza affrontare il tema vero della crisi e dei consumi». Resta contraria la Confesercenti: «Strade piene, negozi vuoti - afferma il presidente Valter Giammaria - si è registrato un basso interesse all`acquisto, molto inferiore a quello di altre domeniche, deludendo le aspettative di chi ha aperto con risultati catastroficv>. Ma per l`assessore Davide Bordoni «a prescindere dalla quantità di negozi aperti, siamo soddisfatti dell`immagine che Roma ha dato di sé. Aver dato la possibilità ai pellegrini di fare acquisti ha reso l`immagine reale di una città che vive soprattutto di commercio e turismo». E per il presidente della Consulta del commercio del I municipio, Odoardo Testa, che parla di 7 esercizi aperti su io (bar compresi) «il discorso non è strettamente economico. L`importante è il servizio alla città e l`accoglienza».


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