Ricerca Dott. Guglielmo Walter Martinese, Rimini 6 giugno 2003

Ricerca Dott. Guglielmo Walter Martinese, Rimini 6 giugno 2003

Crisi del modello, sviluppo sostenibile
Convegno sul Turismo organizzato dalla CGIL di Rimini
Venerdì 6 giugno 2003
Hotel Le Meridien - Rimini


Questa breve storia del turismo di Rimini è la sintesi di una prima parte di un progetto più complessivo dell’Ufficio Studi & Ricerche della Cgil per la pubblicazione di un libro che svilupperà le tematiche relative al “distretto turistico riminese” letto attraverso le imprese, le dinamiche economiche finanziarie, l’impatto ambientale e il movimento turistico nelle strutture ricettive (arrivi e presenze), l’assetto legislativo e soprattutto, gli addetti e il mercato del lavoro. Il lavoro è il grande assente in quasi tutte le ricerche sul turismo riminese, nei convegni pubblici, nel dibattito sul “modello turistico riminese”. La cosa è sintomatica e la sua assenza è una patologia preoccupante proprio perché nella produzione del servizio turistico il lavoro svolge un ruolo centrale ed importantissimo. La comunità locale, con la sola eccezione delle organizzazioni sindacali, sembra rimuovere strutturalmente il problema del lavoro nelle attività turistiche.

Guglielmo Walter Martinese, Ufficio Studi e Ricerche CGIL Rimini
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· Distretto: il concetto di distretto è solitamente applicato al comparto manifatturiero in relazione ad un sistema produttivo concentrato geograficamente dove un numero elevato di imprese è coinvolto, in vario modo ed a diversi stadi del processo produttivo, nella produzione di un bene omogeneo. La specializzazione nelle diverse fasi della produzione è il meccanismo che collega le imprese al distretto, imprese in genere di medie – piccole dimensioni ed a proprietà familiare. Questo concetto, sostituendo alla produzione di un bene (di solito un manufatto) la produzione di un servizio e nel nostro caso la produzione del servizio di accoglienza, è applicabile anche alle caratteristiche del sistema produttivo dell’economia turistica del riminese e di altri territori simili.

· Il legislatore con la legge 135 del 2001 ha definito un nuovo modello organizzativo delle attività turistiche italiane con l’obiettivo di assicurare la competitività delle aziende e delle destinazioni turistiche nel mercato turistico globale attraverso la valorizzazione delle identità locali.
L’articolo 5 della legge definisce i sistemi turistici locali: “contesti omogenei o integrati comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse caratterizzati dall’offerta integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese singole o associate. Possono essere promossi da enti pubblici e/o da imprenditori privati singoli o associati”.
I sistemi turistici locali (STL) che la legge ha introdotto per la prima volta nell’ordinamento italiano, sono uno strumento importante nel processo di innovazione dell’offerta turistica italiana, tale legge ha inoltre introdotto il concetto “di funzione ospitale” che ingloba le variegate attività che vanno dalla recettività, alla ristorazione, al leisure, alla salute, alla cultura ed al sistema urbano ed infrastrutturale, introducendo così una metodologia innovativa dell’intervento pubblico nel settore e della gestione manageriale delle aziende turistiche locali.

· Nel seicento e nel settecento il litorale riminese era completamente abbandonato, sia per le rovinose piene del Marecchia e dell’Ausa, sia per la sua insalubrità ed anche per le rapide scorrerie dei turchi. Solo il porto di Rimini svolgeva una sua funzione per le attività di pesca.

· 1746: Rimini, 29 luglio, Jano Planco, scienziato e letterato riminese, scrive nelle sue carte di un bagno di mare preso di sera assieme al Marchese Buonadrata. Nel 1730 si era fatto costruire sulla spiaggia un osservatorio per studiare i fenomeni marini.

· 1790: Rimini, 28 agosto, La nobildonna romana Rondanini si è fermata per 15 giorni per “attuffarsi” nell’acqua di mare. Prima notizia di una sperimentazione adriatica delle teorie inglesi sui bagni di mare.

· 1806: il 15 agosto il Cardinale Bellisomo, vescovo di Cesena, viene a Rimini per fare i “bagni d’acqua di mare”.

· 1817: Rimini, settembre, Luigi Bonaparte, fratello di Napoleone, si ferma 5 giorni per fare bagni di mare.

· 1823: Rimini, 30 agosto, Luciano Bonaparte e le donne del suo seguito si recano a prendere il bagno “né solito casotti” sulla spiaggia.

· 1834: Rimini, 18 giugno, Il Governatore Bernardino Zacchia emana un bando per regolamentare i bagni di mare: uomini da una parte e donne dall’altra.

· 1843: Rimini, 20 luglio, il Cardinale legato Vannicelli Casoni inaugura il primo stabilimento balneare dell’adriatico eretto da Claudio Tintori e dai Conti Alessandro e Ruggero Baldini: sei camerini su palafitte sul mare collegati a terra da una passerella. La balneazione riceve la legittimazione pontificia.

· 1854: Rimini, dai registri degli arrivi - partenze tenuti dalla Polizia distrettuale risultano essere arrivati dal luglio a metà settembre 354 forestieri bagnanti. Così in pochi anni il litorale riminese dove fino allora sorgevano alcuni orti, fondi palustri e malsani, dune sterili ed abbandonate e vivevano pochi campagnoli, si stava affermando come uno dei centri balneari all’avanguardia in Italia.

· 1859: il 22 giugno Rimini si stacca dallo Stato Pontificio e nel 1860 ratificherà l’annessione al Regno di Sardegna.

· 1861: Rimini, il 23 settembre fu inaugurato il tratto ferroviario Forlì – Rimini ed il 10 novembre, Vittorio Emanuele II inaugura il successivo tratto Bologna – Ancona. E’ aperta la strada ferrata che porterà sulla costa adriatica le affollate tradotte dei bagnati emiliani e lombardi. La ferrovia favorisce anche lo sviluppo dei primi villini e delle prime residenze estive di aristocratici e residenti emiliani nelle località marine di Rimini, Riccione e Cattolica. Nel primo censimento dell’unità d’Italia, il comprensorio di Rimini (attuale provincia) ha 80.156 abitanti e il comune di Rimini ne ha 27.996.

· 1868: Rimini, 21 settembre, i Conti Baldini a seguito della fallimentare gestione dell’impresa dei bagni cedono tutti i diritti sullo stabilimento al Comune di Rimini.

· 1869: Paolo Mantegazza nel suo Almanacco Igienico Popolare profetizza i futuri successi della spiaggia e dello Stabilimento riminese che presto potrà diventare fra i primi di Italia. Inizia il grande lancio della riviera e Mantegazza è nominato alla direzione dell’edificando “Grandioso Stabilimento Bagni”.

· 1870: Cattolica, la giunta municipale chiede la concessione di 300 metri quadrati di spiaggia da destinare a uso balneare.

· 1873: Rimini, 1 luglio, si inaugura il “Grandioso Stabilimento Balneare” il primo di tutta Italia che comprende: Kursaal e Capanna Svizzera.

· 1874: Riccione, escono i primi manifesti a stampa di “Emilio Amati & C.” con cui si avvisano i bagnanti che tutto è pronto per una comoda stagione.

· 1876: Rimini, si inaugura lo Stabilimento idroterapico accanto al Kursaal e alla Piattaforma.

· 1877: Rimini, si inaugura il collegamento del tramway a cavalli dalla città con la marina.

· 1879: Rimini, l’illustre clinico Augusto Murri sostituisce Mantegazza alla direzione dello Stabilimento dei bagni.

· 1880: Riccione, il Conte Giacinto Martinelli imposta un piano di edificazione delle aree da lui acquistate sulla marina. Si inaugura la “stagione delle lottizzazioni marine”.

· 1883: Rimini, si inaugura l’illuminazione a gas dello Stabilimento Balneare. Si costituisce la prima “Società per i divertimenti” per promuovere manifestazioni artistiche, culturali e sportive.
Lo svago organizzato si affianca alla balneoterapia.

· 1884: costruzione a Riccione delle prime ville marine in viale Viola, attuale viale Ceccarini. La località sta diventando il punto di ritrovo estivo della borghesia emiliana.

· 1885: la costruzione del tronco ferroviario Rimini – Ravenna favorisce lo sviluppo turistico di Bellaria che fino allora era un piccolo villaggio di pescatori.

· 1886: Rimini, fiera dei vini al Kursaal.

· 1889: viene terminata la linea ferroviaria che collega Rimini a Ravenna.

· 1896: Rimini, una delle prime residenze balneari della riviera “Villa Adriatica” viene convertita in albergo e in appartamenti. L’offerta turistica si diversifica. Alla fine degli anni novanta sono 1.000 i lavoratori occupati nel turismo. Cattolica ottiene l’autonomia da comune di S. Giovanni, caratterizzato da un’economia agraria difficile da conciliare con le esigenze di sviluppo della località turistica che si stava trasformando in una meta mondana nota in tutta Europa.

· 1900: Rimini, 25 luglio, a marina nell’area compresa tra le ville Baldini e Sangiorgi si inaugura il Law Tennis per iniziativa del barone russo Dimitri De Gravenhoff.
Bellaria: una corriera collega giornalmente il paese con Savignano, alla domenica è carica di comitive che si recano al mare. Al teatro Vittorio Emanuele II, oggi teatro Galli, è rappresentata in estate per la stagione lirica la “Manon Lescaut” di Puccini.

· 1901: Riccione, Sebastiano Amati apre il primo albergo della marina, Riccione conta 3.285 abitanti. Rimini, il primo anno di municipalizzazione dell’Azienda Bagni presenta un bilancio in deficit di 7.923 lire. Al primo censimento del secolo, gli abitanti del comprensorio riminese raggiungono le 103.518 unità, di cui 36.487 nel comune di Rimini.

· 1903: a Bellaria sono in funzione durante l’estate l’albergo Miramare e qualche trattoria. Rimini, dopo violenti attacchi sulla stampa cattolica chiude il Cafè Chantant che si trovava presso la Capanna Svizzera. In agosto la Lega di Resistenza dei camerieri, cuochi e affini attua una protesta contro i proprietari ed i gestori degli alberghi perché non volevano rivolgersi agli uffici di collocamento sindacali per cercare il personale. Il 1 ottobre è istituita la Camera del Lavoro di Rimini.

· 1905: Igea Marina, Vittorio Belli fonda la sua città della salute marina. Miramare: i Conti Pullè e Martinelli iniziano ad edificare sugli appezzamenti di terreno acquistati a mare della ferrovia.
A Riccione si contano ormai 200 villini e una decina di alberghi.
Rimini, il commissario regio procede ad un ulteriore decentramento e “privatizzazione” dei servizi dell’Azienda Bagni.

· 1906: Rimini, si inaugura il Gran Hotel Hungaria che ospiterà “la mondanità mitteleuropea”. Il sindaco Duprè firma la privatizzazione dell’azienda balneare con una concessione alla società “SMARA” (Società Milanese Alberghi Ristoranti e Affini). Secondo e Giovanni Savioli acquistano terreni a Riccione (Alba Adriatica) e dopo la bonifica danno inizio alla lottizzazione, nasce il primo Albergo Savioli (Villa Rosa).

· 1907: Rimini, il Consiglio Comunale approva l’acquisto di arenili demaniali per 320.000 metri quadrati fino a Riccione. Viene emanato il regolamento comunale: ”Norme speciali per le costruzioni isolate o di villini”. L’impresa di costruzione Raffaele Mussoni sviluppa la costruzione di colonie, hotel e ville al mare.

· 1908: Rimini, luglio, si inaugura il Gran Hotel progettato dall’architetto Paolito Somazzi di Lugano per la società SMARA, nel 1906 era stata abbattuta la Capanna Svizzera per poter costruire il grande albergo.

· 1910: viene promulgata la legge 363 che istituisce la “tassa di soggiorno”. Con questi proventi il Comune di Rimini si impegna ad effettuare investimenti nel turismo. A Cattolica si inaugura il nuovo Kursaal.

· 1911: Rimini, si inaugura la colonia Murri. Viene inaugurato il nuovo acquedotto, limitato al servizio del solo centro cittadino: 714 gli utenti e 29 fontane e fontanelle.

· 1912: Rimini, il municipio incarica l’ingegnere romano Emilio Saffi di redigere “un piano regolatore della città e della fascia litoranea”, il primo piano regolatore di Rimini con cui si sancisce l’assetto della zona litoranea come “città giardino” con infrastrutture finalizzate esclusivamente agli svaghi mondani. Fallimento della Società Anonima dei Bagni di Rimini.
A luglio viene inaugurato l’Ospizio Marino, la prima colonia permanente in Italia, in seguito si chiamerà Colonia Murri. Nasce il consorzio Rimini Bagni, ne fanno parte i proprietari di ville, alberghi, ristoranti e commercianti.

· 1913: Riccione. Il Grand Hotel Des Bains è al completo per tutta la stagione balneare. In estate pienone negli alberghi, non c’è una camera libera.

· 1914: Rimini, viene inaugurata la nuova stazione ferroviaria. Iniziano i lavori per l’ampliamento del sottopassaggio ferroviario del Marecchia e per la costruzione della passerella pedonale di viale Principe Amedeo.

· 1915: 24 maggio, l’Italia entra in guerra e subito dopo sul mare appare l’incrociatore corazzato austriaco Sankt Georg che apre il fuoco verso la città. La stagione turistica subisce un crollo. Si iniziano i lavori del porto canale di Bellaria.

· 1916: incursioni aeree su Rimini ed ad agosto forti scosse di terremoto, al mare fuggi – fuggi di turisti e danni alle strutture alberghiere della riviera.

· 1917: il Comune di Rimini ottiene la concessione dell’intero lido marino da Riccione a Bellaria per 10 centesimi al metro quadro.

· 1919: viene progettato un polo industriale per Rimini perché l’economia turistica è in crisi.

· 1920: gli operai metalmeccanici ottengono per contratto la concessione delle ferie retribuite, che gli impiegati avevano già ottenuto nel 1919.

· 1922: Riccione, “La perla verde dell’adriatico” acquisisce l’autonomia amministrativa da Rimini e diviene Comune, gli abitanti sono 5.606, gli alberghi e le pensioni sono 13. Concorso per il manifesto della stagione balneare riminese: partecipano 20 artisti di fama, vince Marcello Dudovich con il bozzetto della donna sul delfino rosso. Gli ospiti durante la stagione turistica sono stati 18.750.

· 1924: Rimini, il Comune non autorizza la Società Anonima Bagni a gestire “un giuoco d’azzardo”. Fuochi d’artificio organizzati dalla Società Bagni.

· 1926: gli ospiti durante la stagione turistica sono stati 30.356, di cui 310 austriaci, 251 cecoslovacchi, 255 ungheresi, 257 tedeschi, 137 svizzeri, 71 inglesi, 60 americani, 57 polacchi, 49 francesi, 47 jugoslavi, 23 rumeni, 18 svedesi, 16 russi, 16 turchi, 13 egiziani, 11 greci, 11 olandesi, 9 belgi, 6 australiani, 3 norvegesi.
A Riccione l’Hotel Lido ospita la famiglia Mussolini che per le sue vacanze estive ha scelto definitivamente la “perla verde”.

· 1927: Rimini – Riccione. Si inagura la linea Tranviaria elettrica che collega le due località balneari. La gestione dell’azienda balneare passa direttamente al Comune. In quell’anno si contavano a Rimini 25 alberghi, un centinaio di pensioni ed un migliaio di alloggi privati.

· 1929: Riccione, si inaugura il Grand Hotel costruito da Gaetano Ceschina.

· 1931: il podestà Pietro Palloni fa rilevare al Comune di Rimini la proprietà e la gestione del Gran Hotel e del Lido ed attiva un piano per la sistemazione e l’ammodernamento della marina. A Riccione gli esercizi alberghieri e le pensioni sono 86, gli alloggi privati 758, gli ospiti nella stagione estiva 34.685 per 963.000 presenze. Viene commissionata all’architetto-ingegnere romano Clemente Busiri Vici il progetto di una colonia marina da realizzarsi nel litorale di Cattolica: il progetto prende il nome di “Le Navi di Cattolica”

· 1932: si inaugura la ferrovia Rimini – San Marino e il primo tratto del Lungomare dal Kursaal al porto.

· 1933: Miramare, Trimotori Savoia Marchetti della Società Anonima Aviolinee Italiane collegano la riviera con Milano. Da luglio a settembre vengono effettuati 20 voli.

· 1934: Rimini, il villino Cacciaguerra nel centro di viale Vespucci si trasforma in “Adriatic Embassy Club”. Nel nuovo ippodromo realizzato tra villa Mattioli e il Lungomare si svolge il primo concorso ippico nazionale. Il conte Guido Mattioli, podestà di Rimini, fonda la Società Nautica Rimini. Il 28 giugno vengono inaugurate da Benito Mussolini “Le Navi di Cattolica” (quattro edifici che portano il nome di Galezzo Ciano, Luigi Rizzo, Gabriele D’Annunzio, e Nazario Sauro). Gli arrivi in riviera sono 97.000 con 2.400.000 presenze.

· 1938: Rimini – Riccione, per Ferragosto “non c’è più posto ne in alberghi, ne in pensioni, ne in case private”.

· 1940: 10 giugno, l’Italia entra in guerra ed ha bisogno di ferro: ville, alberghi e pensioni della marina devono sostituire le recinzioni con materiale autarchico. Agosto, la stagione turistica va male, le presenze turistiche dell’anno precedente, l’ultimo di pace, erano gia scese a 56.552.

· 1943 – 1944: la città subisce 396 bombardamenti aerei, navali e terrestri, le truppe tedesche temendo uno sbarco dal mare, fortificano la spiaggia e il lungomare con bunker e cavalli di frisia. I comuni della costa si oppongono ad un piano di demolizione previsto dal comando tedesco che avrebbe distrutto tutte le strutture turistiche con l’abbattimento per esigenze militari di ville e case sul litorale.

· 1945: Rimini, marzo, l’architetto Ernesto La Padula, P. Marconi, N. Zani, U. Maschietto, E. Karananskas presentano il Piano Regolatore che prevedeva il trasferimento a monte delle stazione ferroviaria e la costruzione di una darsena e della “città giardino”. Secondo i dati dell’ufficio tecnico, Rimini aveva subito durante i bombardamenti l’82% di distruzione, il più alto tra le città italiane con più di 50.000 abitanti con un danno calcolato di 30 miliardi di lire. L’anno dopo il consiglio comunale boccia il piano regolatore della società anonima “Nuova Rimini”. La prima stagione turistica del dopoguerra registra 7.264 arrivi e 177.779 presenze, gli alberghi sono 68. Nasce la cooperativa Lavoratori del Mare. Viene realizzata a Rivabella la prima diga a protezione della costa dall’erosione.

· 1946: il 25 luglio a Riccione manifestazione di protesta dei lavoratori stagionali in occasione dello sciopero nazionale della Filam (Federazione Lavoratori Albergo e Mensa).

· 1947: la Cassa di Risparmio di Rimini finanzia un piano di ricostruzione della marina promosso dal municipio e firmato dagli architetti Bega e Vaccaro che prevedeva tra l’altro l’abbattimento del Kursaal. La stagione turistica riprende e le presenze salgono a 418.551, gli alberghi sono 81. A marina centro si tiene il 7° festival della canzone italiana.

· 1948: il Kursaal, costruito nel 1873 viene demolito, la vendita del materiale raccolto consentirà anche di far lavorare e di pagare i lavoratori disoccupati che chiedevano lavoro.

· 1949: Rimini, luglio, prima edizione della Fiera Internazionale della Produzione Tecnica Alberghiera sul piazzale antistante il Grand Hotel. Vengono venduti terreni ed immobili di proprietà del comune nella zona al mare. Il prefetto decreta lo scioglimento del consiglio di amministrazione dell’Azienda di Soggiorno a seguito di un’ispezione e nomina un commissario prefettizio.
Settembre, si inaugura il collegamento ferroviario rapido Milano – Rimini con “la Freccia dell’Adriatico” che copre il percorso in tre ore. Inizia il frazionamento della tenuta dei principi Torlonia, il denaro che viene ricavato da questa liquidazione viene investito dagli ex mezzadri nel turismo, via libera a Bellaria per lo sviluppo turistico in contemporanea all’abbandono della terra.
Viene promulgata la nuova legge sul collocamento, che diviene funzione sullo Stato, le Camere del Lavoro perdono l’esercizio del controllo del collocamento. Le attività alberghiere attive sono 340 in tutto il litorale riminese.

· 1950: Rimini, 5 – 12 agosto. Prima edizione della Sagra Musicale Riminese, divenuta poi Sagra Musicale Malatestiana. Ideatore e artefice il riminese Glauco Cosmi.
Proteste delle lavoratrici nelle colonie che chiedono il rispetto degli accordi sindacali, lo stipendio mensile è di 21.500 lire mentre loro ne percepiscono solo 5.000.
1 – 11 settembre, prima elezione di Miss Europa: vince l’austriaca Hanni Shall (altezza 1,68, vita 89, seno 90). Le presenze della stagione estiva nella riviera sono 2 milioni e 200.000. Gli esercizi alberghieri sono 263. Vengono costruite davanti la spiaggia di Viserba e Viserbella barriere frangiflutti.

· 1951: Il 1° maggio a Rimini viene celebrato con l’occupazione simbolica del Grand Hotel da parte dei lavoratori, con questa azione eclatante la Camera del Lavoro proponeva uno sviluppo orientato verso il turismo popolare in alternativa al turismo di elite. Sarà il sindaco Ceccaroni, la giunta di sinistra che amministrava la città e il partito comunista locale con il suo segretario Mario Soldati, a portare avanti una politica di sviluppo del turismo di massa, per il bisogno di dare lavoro alla gente. Il circondario di Rimini ha 162.000 abitanti, il comune di Rimini ne ha 69.873.

· 1952: Rimini, il municipio cede la proprietà del Grand Hotel all’imprenditore romano Alfredo Duranti per il prezzo simbolico di una lira. Nasce la scuola alberghiera al Palace Hotel sotto l’egida dell’Ente Nazionale Addestramento Lavoratori del Commercio e con i fondi del Ministro del lavoro e della previdenza sociale. Il bilancio della stagione turistica è di 77.871 arrivi e 1.672.057 presenze, gli alberghi sono 338. Convegno sul turismo alla sala dell’Arengo: principali argomenti trattati, le comunicazione ferroviarie, l’autostrada Milano – Ancona, le comunicazione viarie e la pubblicità collettiva.

· 1953: a Miramare cominciano i lavori per la costruzione della base militare NATO. Lo storico locale Embassy passa alla famiglia Semprini, nel locale si alterneranno musicisti come Hengel Gualdi, Renato Carosone, Bruno Martino e cantanti come Buscaglione e Mina.

· 1954: i parlamentari comunisti, socialisti, socialdemocratici e repubblicani presentano in Parlamento una proposta di legge speciale per la riviera dietro forte pressione dei politici locali e delle amministrazioni dei comuni della costa.

· 1955: Rimini, primo concorso per il progetto di massima per la ricostruzione del Teatro Amintore Galli distrutto dalla guerra. Il bilancio della stagione turistica: 148.977 arrivi con 2.683.231 presenze, gli alberghi sono 634. Le colonie marine sono 79. A Ferragosto la popolazione del riminese è triplicata, decine di migliaia di turisti arrivano con ogni mezzo in riviera: treni straordinari, pullman, automobili, motociclette e scooter.
Nasce l’Associazione Albergatori di Rimini, autonoma rispetto ai commercianti. Gli alberghi e le pensioni crescono rapidamente di numero, facilitate dalla politica di edilizia permissiva sulla costa. L’Azienda di soggiorno che deve incassare la tassa di soggiorno, stringe un tacito accordo con gli albergatori, si paga in base ad un forfait annuale, indipendentemente dal numero effettivo dei turisti ospitati.

· 1956: Bellaria, si costituisce in Comune autonomo di Bellaria – Igea Marina, con oltre 8.000 abitanti. Nasce la Società Gas Rimini. Si costituisce il Comitato per Rimini Provincia.

· 1957: viene inaugurato il Paradiso Club. Guido Piovene pubblica il suo “Viaggio in Italia” e racconta: “notevole è l’apporto del turismo nella fascia costiera a Rimini, Riccione, Cattolica e Cesenatico, che hanno spiagge tra le migliori d’Italia ed affollatissime nei mesi estivi. Rimini nel dopoguerra è mutata in una spiaggia inconsueta per noi, di tipo americano.”
Dopo l’entrata dell’Italia nel MEC si aggrava la crisi agricola nel riminese e continua massiccio l’abbandono dei poderi a vantaggio dei lavori sulla costa, la prima ondata di albergatori era composta infatti da mezzadri, e coltivatori diretti. Convegno sul turismo della riviera romagnola.

· 1958: è riaperto al traffico civile l’aeroporto di Miramare con la linea Rimini – Londra a cadenza quindicinale, grazie a l’interessamento del senatore Zannini (primo deputato riminese eletto al parlamento) che a Roma aveva lavorato per ottenere l’autorizzazione per l’utilizzo civile dell’aeroporto militare, ed in seguito anche alla costruzione della Nuova Circonvallazione come variante alla statale. Ciò consentirà ai voli Charter di atterrare e portare centinaia di migliaia di turisti con i “tour operator” internazionali (Cook, Swan, Horizon, Scharnow, Saga, Airtours, ed in seguito Thos, Spice, Quelle, Club 33, Vingresor, Tijerborg. E’ completata la costruzione del grattacielo iniziata nel 1956. Gli arrivi durante la stagione estiva nel comune di Rimini sono 151.329 italiani e 87.302 stranieri, le presenze 3.900.000. Le presenze complessive della riviera riminese superano i 6.000.000. I lavoratori occupati raggiungono le 10.000 unità. I trasporti urbani vengono municipalizzati, nasce l’Atam.

· 1959: l’Ente Provinciale del Turismo si trasferisce in un apposito edificio nel piazzale della stazione ferroviaria.







· 1960: Rimini, viene allestita in uno spazio vicino al Teatro Comunale la Fiera Campionaria Attrezzatura Alberghiera e la mostra Artigianato e Piccole Industrie. I dati complessivi del movimento turistico raggiungono 291.623 arrivi di cui circa 101.912 stranieri. Nasce la Filcams (Federazione Italiana del Commercio, Alberghi, Mense e Servizi) dalla fusione della Filcea (Federazione Italiana Lavoratori del Commercio e Aggregati) e della Filam (Federazione Italiana Lavoratori Alberghi, Mense e Termali). Questa iniziativa era la conseguenza del conseguimento di importanti risultati, sia sul versante salariale sia su quello normativo acquisiti nel corso della seconda metà degli anni ’50 anche nel comparto del turismo: per i dipendenti degli esercizi alberghieri era stato ottenuto un positivo criterio di rivalutazione dei salari, una nuova classificazione del personale e miglioramenti delle ferie e delle indennità di licenziamento. Anche a Rimini la Filcams viene costituita e inizia a contrattare le condizioni di lavoro degli stagionali nelle attività turistiche.
L’Azienda di soggiorno crea i Comitati Turistici. La strada Marecchiese che collega Rimini a San Sepolcro diventa la Statale 258.

· 1961: le presenze complessive del riminese raggiungono i 10 milioni, le attività alberghiere attive in tutto il riminese sono 2.189, di cui 1.466 nel comune di Rimini. I lavoratori occupati durante la stagione turistica sono oltre 12.000. Il Vescovo di Rimini Biancheri esorta a non considerare i rapporti di lavoro nel turismo solo sotto il profilo economico, mantenendo bene in vista il primato della persona umana. Più volte durante gli anni sucessivi i vescovi di Rimini e la diocesi interverranno sul costume e la moralità del turismo riminese rispetto ad una visione cristiana della vacanza.

· 1962: Rimini, nasce l’Aeradria, società per la gestione dell’aeroporto civile. A Miramare i voli sono 1.120 con 67.205 viaggiatori. Il movimento turistico: 216.104 italiani e 153.519 stranieri per oltre 6 milioni di presenze. La famiglia Duranti cede la proprietà del Grand Hotel al commendatore Pietro Arpesella che lo gestirà prima come proprietario poi come affittuario fino al 1999, vi soggiorneranno numerosi personaggi internazionali: re Faruk, Burt Lancaster, Sordi, Gassman e Federico Fellini. La legge n. 230 del 1962 autorizza i contratti di lavoro a termine quando siano richiesti dalla speciale natura dell’attività lavorativa derivante dal carattere stagionale della medesima.

· 1963: Rimini, inaugurazione del Centro Direzionale e Servizi di Spiaggia in piazzale Pascoli, attrezzato di un pronto intervento medico, informazioni ai turisti, carabinieri in servizio, publifono e direzione di spiaggia. Viene ultimata la copertura dell’Ausa da viale Vespucci alla spiaggia.

· 1965: viene adottato dal consiglio comunale di Rimini il piano regolatore dell’architetto Giuseppe Campos Venuti. Il numero degli alberghi a Rimini raggiunge le 1.400 unità. Gli aerei atterrati a Miramare sono 2.463 con 132.358 viaggiatori. Si sviluppa il successo di Viale Ceccarini a Riccione che diventa il viale dello shopping e dei bar di lusso, il salotto buono dei turisti bolognesi. Riccione si sta affermando come una località balneare mondana, palcoscenico di una dolce vita emiliano-romagnola. Nasce l’azienda municipalizzata Amir per la gestione dell’acquedotto riminese.

· 1966: è ultimato il tratto di autostrada Bologna – Rimini, che si può percorrere in un’ora, è l’inizio del turismo del weekend – mordi e fuggi.

· 1967: Rimini. Hanno inizio i lavori del progetto “operazione mare pulito” attraverso la costruzione di impianti di depurazione della città. La stagione turistica fa registrare a Rimini 481.100 arrivi di cui 206.000 sono stranieri, a Miramare atterrano 3.494 aerei con 204.438 viaggiatori.
Gilberto Amati apre l’Altro Mondo, il mondo delle discoteche riminesi da alcuni anni sta conoscendo un notevole successo con i locali notturni sul colle di Covignano e quelli di Riccione “alta”. Dopo il 1970 si svilupperà il boom del mondo della notte riminese con i suoi 90 locali aperti fino all’alba, durante la stagione estiva e a partire dagli anni ’80 anche nel fine settimana e nel periodo di capodanno. Le prime ricerche sul turismo osservano che è in atto una riduzione delle quote di mercato nella componente estera e che è indispensabile un allargamento della stagionalità (Attilio Gardini economista riminese).

· 1968: Rimini, viene aperto il primo padiglione della Fiera di Rimini, è l’inizio di “Rimini Città del Turismo e dei Congressi” e sarà il volano della destagionalizzazione dell’attività turistica nel riminese. Sorge il parco per bambini Fiabilandia di Rivazzurra.
Il 1° aprile nasce Promozione Alberghiera, primo presidente è Marco Arpesella, 9 sono i primi soci albergatori, dieci anni dopo saranno 320. Sala dell’Arengo di Rimini, primo Congresso Nazionale del Turismo organizzato dal PCI, conclude Armando Cossutta.



· 1969: Rimini, 23 gennaio, viene fatta saltare al largo di Rimini “l’Isola delle rose”, una piattaforma di 400 metri quadrati costruita fuori dalle acque territoriali.
Alla sala dell’Arengo le organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil promuovono un convegno sulle condizioni di lavoro dei dipendenti stagionali e sullo sviluppo del turismo nella nostra riviera: dai 10.000 ai 15.000 erano gli addetti dipendenti occupati nelle strutture turistiche, dei quali l’80-85% erano donne, le condizioni di lavoro erano ancora estremamente gravi e disagiate specie per quanto riguarda l’orario di lavoro con un minimo di 10 ore giornaliere, comprese le domeniche, con punte che arrivavano sino a 15 ore. La differenza tra lo stipendio di una cameriera ai piani, contrattato con il datore di lavoro pari a lire 95 mensili tutto compreso, e quello previsto dal contratto integrativo e dalle tariffe ammontava a quasi 39.000 lire, cosicché per gli albergatori il risparmio dei versamenti contributivi si avvicinava al miliardo e 700 milioni (i contratti nazionali di categoria stabilivano già le tariffe e le condizioni di lavoro degli stagionali e quelli integrativi provinciali ulteriori normative per gli stagionali ma la realtà delle retribuzioni era completamente diversa). Una lavoratrice stagionale testimonia che “il lavoro inizia al mattino alle 7.00 e termina alle 22.00 e anche più tardi, per 15 ore al giorno siamo a disposizione dell’albergatore, rinchiuse nell’albergo come un uccello in gabbia”. Così il responsabile provinciale della Filcams Anna Pizzagalli delineava il modello “turistico riminese”: “offerte di vacanze a buon mercato compensata da un sistema largamente praticato di orari impossibili, bassi salari, evasione fiscale e contributiva, volizione degli accordi sottoscritti fra i rappresentanti dei lavoratori e i datori di lavoro. La cosa più grave è che ciò accade in un clima di preoccupante tolleranza”.

· 1970: Rimini, nasce l’Ente Autonomo Fiera di Rimini promosso da Comune, Azienda di soggiorno e Camera di Commercio. Nasce Italia in Miniatura, l’ideatore è Ivo Rambaldi. Gianni Fabbri da vita alla discoteca Paradiso. Le presenze turistiche raggiungono 14.800.000 unità.
A Riccione ha inizio l’attività delle Terme di Riccione, fino allora esistevano solo alcune fontanelle di acqua.
Ha inizio a Misano Adriatico la costruzione di “Portoverde”, un villaggio turistico creato attorno ad un porto riservato ad imbarcazioni da diporto, l’insediamento sarà completato nel 1974.





· 1971: Rimini, 19 – 26 settembre. Prima edizione degli “Incontri Internazionali Pio Manzù”. Il circondario di Rimini ha 230.900 abitanti. I lavoratori stagionali si mobilitano, la Cgil di Rimini e la Filcams di Rimini ricostruiscono le rivendicazioni degli stagionali: “la struttura più importante dell’economia della nostra zona è rappresentata dal turismo, ma la precarietà di tale economia verte sul fatto che l’attività turistica è limitata a 4-5 mesi l’anno, tali squilibri oltre alle carenze di legge (come quella sulla disoccupazione) portano migliaia di lavoratori ad essere qualificati come una manodopera deprezzata e sfruttata….. “ (relazione di Alfredo Arcangeli e Piero Berardi della segreteria Cgil di Rimini). Anche la Gioventù Operaia Cristiana (Gioc) diffonde un testo che esplorava il lato oscuro del turismo di massa: “si fa gran parlare in Italia dei prezzi popolari della riviera romagnola: ma come sono resi possibili questi prezzi economici ? Non sono certo gli albergatori a rinunciare alla loro parte di guadagno, sono i lavoratori a farne le spese con un orario continuato senza essere messi in regola senza aver riconosciute le giornate festive e i riposi settimanali”.

· 1972: la spiaggia viene concessa dal Ministero della Marina Mercantile direttamente alle cooperative dei bagnini, fino allora l’Azienda di Soggiorno deteneva la concessione della spiaggia. Primi passi per una Università a Rimini con l’attivazione della Scuola di Studi Turistici. Viene presentato il progetto di un nuovo piano regolatore dell’architetto Giancarlo De Carlo: il piano prevedeva soluzioni avanzate come la rivitalizzazione del centro storico, la città come fonte di servizio, e la riorganizzazione della viabilità con una monorotaia sopraelevata. Il piano sollevò discussione in tutta la città e fu in seguito accantonato, venne invece presentata e approvata una variante al PRG elaborata dall’architetto Osvaldo Piacentini.
Inizia l’attività il Circuito Internazionale Santamonica di Misano, progettato nel 1969, un impianto con una pista di circa 4 chilometri utilizzata per importanti manifestazioni motociclistiche e automobilistiche.
Nasce a Rimini il sindacato dei locali da ballo. Si costituisce la società Marr che diventerà una delle principali imprese italiane nella distribuzione catering per alberghi, ristoranti e comunità.

· 1973: Roma. Federico Fellini nel suo “Amarcord” racconta le stagioni estive riminesi degli anni ’30, le avventure al Grand Hotel e il mito della riviera romagnola.




· 1973: viene costituita l’azienda municipalizzata Amia per la gestione dei servizi ambientali. In gennaio viene presentata la ricerca del Soris di Torino “Il sistema turistico emiliano – romagnolo, analisi di efficienza”, la ricerca si conclude proponendo per il settore una politica di interventi rivolta a creare modi e servizi nuovi nell’uso del mare, migliorare la viabilità e i parcheggi, investire in attrezzature. A dicembre presso l’Ente Fiera di svolgono due convegni sul tema del marketing al servizio dello sviluppo turistico. Al centro del dibattito degli operatori turistici vi è la crisi energetica scoppiata all’inizio dell’inverno con lo shock petrolifero e la conseguente politica di austerità, che stava provocando una profonda crisi tra i maggiori tour operator internazionali. Viene rilanciata l’esigenza di un nuovo modello turistico per la riviera. Nel dibattito emergono posizioni molto diverse tra chi chiede più attenzione verso i tour operator internazionali e quindi la necessità di avere grandi alberghi e chi invece sottolinea l’importanza di sviluppare il turismo italiano ed individuale evitando di cadere nelle mani dei tour operator stranieri.

· 1974: Nasce Coop Tour, cooperativa di servizi fra piccoli e medi alberghi, in risposta a Promozione Alberghiera.

· 1975: inizia la propria attività lo stabilimento Talassoterapico. Il totale degli addetti durante la stagione estiva supera le 30.000 unità tra lavoratori dipendenti ed autonomi.

· 1976: le attività alberghiere attive sono 3.300, il massimo storico, 1.670 quelle nel comune di Rimini.

· 1977: bilancio negativo per l’aeroporto di Miramare, solo 1.800 aerei durante l’anno, i Tour Operator stranieri scelgono altre mete: è la Spagna la maggior concorrente della riviera. Le vittime di incidenti del lavoro negli ultimi anni sono 45 gli infortuni continuano a salire anno dopo anno. Primi bilanci sulla criminalità, nel corso dell’anno sono stati denunciato 1.957 furti (il 10% in più dell’anno precedente). Il 13 giugno si inaugura a Miramare il Talassoterapico che riprendeva la tradizionale attenzione per l’efficacia terapeutica delle cure marine nei soggiorni balneari.

· 1978: 29 aprile, primo incontro alla Fiera di Rimini dei gruppi di rinnovamento dello spirito. Il Comune di Rimini acquista l’ex colonia Murri a Bellariva. Le Terme di Riccione vengono ampliate e ristrutturate e la nuova gestione “Nuova Riccione Terme”, sviluppa un vero e proprio servizio di cure termali. Le persone che utilizzeranno tali servizi cresceranno dalle 2.000 alle oltre 140.000 del duemila con circa un milione di cure erogate.

· 1980: Rimini, 23 – 30 agosto. Prima edizione del “Meeting dell’Amicizia tra i Popoli” con il tema “La Pace e i Diritti dell’Uomo”. Massimo storico delle presenze turistiche nel riminese con 17.380.000. Ha inizio la stagione dei convegni e dei dibattiti sul “modello turistico riminese”. Già nel 1979 Aladar von Wesendonk, direttore marketing IPK in un convegno a Rimini aveva affermato: “Non esiste il turismo di massa: esiste una massa di turisti, ogni viaggio e un caso singolare, un altro viaggio. L’industria del turismo è la fine del turismo, perché il vero turismo è una confezione a misura d’uomo e tale deve rimanere.”

· 1981: sono circa 20.000 i lavoratori stagionali a Rimini, il 70% donne, circa 8.000 i lavoratori che provengono da fuori Rimini. Il Grand Hotel di proprietà di Arpesella viene ceduto al finanziere Vincenzo Cultrera. I grandi concerti sbarcano a Rimini, arriva James Brown, Eric Clapton e Neil Young. Nella Conferenza Economica sul modello economico riminese, organizzata dalla Cassa di Risparmio di Rimini, l’economista Attilio Gardini descriveva il turismo come un settore consistente con una competitività ed una quota di mercato che erano però in declino e metteva in evidenza la necessità di radicali interventi di ristrutturazione per adeguare l’offerta turistica alle mutate caratteristiche della domanda. In una successiva conferenza economica a maggio la fondazione Censis definiva Rimini una realtà economica seduta poiché accettava sostanzialmente una situazione di crescita zero.

· 1982: 29 agosto, il papa arriva a Rimini e saluta la città all’Arco d’Augusto e incontra i giovani al meeting. Viene inaugurato il primo fast food “Italy & Italy”. La rivista del Touring Club Italiano in un articolo “Rimini si sente capitale” da giudizi molto critici sul sistema ricettivo, “quasi tutti gli esercizi alberghieri del circondario di Rimini sono aperti solo d’estate tranne qualche rara eccezione sono tutti da evitare, frequentare d’estate il lungomare affollato e infilarsi nella selva di ombrelloni per conquistare un centimetro di battigia, è una dimensione irreale….







· 1983: Al convegno del Centro Pio Manzù partecipa il presidente della Repubblica Sandro Pertini. Il bilancio della stagione non è positivo, le presenze calano del 10%. La diminuzione della durata media del soggiono che si era andata manifestando dalla seconda metà degli anni settanta (fino al 1975 la durata media della vacanza dei turisti era superiore ai 15 giorni), si era ridotta progressivamente a 8 giorni nel trimestre maggio – luglio 1984. In una quindicina d’anni il turismo riminese aveva perso un quinto delle presenze straniere che da quasi due milioni e mezzo del 1967 erano scese a meno di due milioni.
E’ un anno importante per il turismo italiano, per l’approvazione della legge n. 217, la legge quadro che costruisce un contesto normativo entro il quale il turismo può crescere e svilupparsi attraverso un sistema di norme di indirizzo che riconosceva il ruolo e la competenza delle Regioni nella elaborazione delle politiche turistiche.

· 1984: alla fine del mese di agosto compaiono le alghe rosse, a ottobre grande manifestazione per le vie della città sull’Adriatico da salvare. Prima edizione del festival “Europa Cinema”. Una dura vertenza per i rinnovi contrattuali negli esercizi alberghieri e nei sevizi di spiaggia porta ad un confronto particolarmente caldo specie tra le cooperative dei bagnini e gli addetti di salvataggio che sfocia con uno sciopero nel cuore del mese di agosto. In ottobre viene presentato, dal Comune di Rimini – Assessorato alle attività economiche e turismo, il primo rapporto sul turismo riminese in cui si elabora una ricerca e si propone una strategia di reazione alla situazione di immobilismo di gran parte dell’offerta turistica locale.

· 1985: positivo il bilancio fieristico, si sono raggiunte le 400.000 presenze con 3.500 ditte espositrici. Preoccupa nel riminese l’aumento del consumo di sostanze stupefacenti.
I primi venditori ambulanti sono presenti a Rimini soprattutto durante la stagione estiva.
Primo Osservatorio della Cgil sul lavoro irregolare: boom del lavoro nero, dilaga il numero dei lavoratori pagati nel pugno con l’enorme evasione dei contributi e il ricorso al doppio lavoro. In aprile Cgil, Cisl e Uil del circondario di Rimini promuovono un’iniziativa pubblica nella sede di via Marzabotto su “Adriatico e ambiente, salvare l’Adriatico si può”.

· 1986: viene presentato da Econstat un “Piano del turismo del circondario di Rimini”. La ricerca sostiene che il declino dell’attività turistica è da addebitare alla trasformazione del profitto imprenditoriale in rendita di posizione, è necessaria quindi una nuova strategia capace di ripristinare l’equilibrio tra concorrenza e cooperazione.


· 1987: si apre a giugno sulle colline riccionesi “Aquafan”, il primo parco acquatico in Italia, oltre 80.000 metri quadrati di superficie, che diventeranno successivamente 150.000; 500.000 le presenze durante la stagione estiva. La Federazione riminese del PCI a gennaio presenta le sue “Proposte per lo sviluppo del turismo nel circondario riminese”: “il turismo riminese è ad un punto di svolta, è necessaria una riconversione qualitativa, la riviera deve tornare ad essere laboratorio di sperimentazione ed innovazione con un patto pubblico – privato per la qualità”. Ha inizio un grande dibattito sulla destagionalizzazione del turismo. La legge n. 56 stabilisce che i lavoratori stagionali hanno diritto di precedenza nell’assunzione presso la medesima azienda, affinché sia valida tale regola il lavoratore deve manifestare la volontà di esercitare tale diritto entro tre mesi dalla data di cessazione del rapporto. La nuova formulazione correggeva la precedente legge del 1962 che limitava tale diritto ai soli casi di chiamata numerica.

· 1988: gli stagionali rivendicano l’indennità di disoccupazione speciale, a Roma ha luogo una manifestazione nazionale, e a Rimini il 19 marzo si svolge una “Assemblea Generale dei Lavoratori Stagionali”. Nel mese di maggio viene promulgata la legge n. 160 sulla disoccupazione ordinaria non agricola a requisiti ridotti, che sarà applicata anche ai lavoratori stagionali e che permetterà attraverso l’Inps di erogare a tali lavoratori il 30% degli stipendi percepiti durante la stagione a chi abbia avuto un rapporto di lavoro di almeno 78 giorni. Viene presentata una ricerca del Censis sull’economia riminese: “Per una scelta di ruolo, programma di ricerche per l’area riminese”. La ricerca evidenzia “una società turistizzata”, anche se non è corretto affermare che il turismo è l’unica essenza di questa area, individuando per il futuro sviluppo una serie di sfide: quella del territorio, quella delle dotazioni, quella delle attrazioni, quella dei capitali, quella della cultura e quella della qualità. Viene abolita in tutto il territorio nazionale ad eccezione delle province autonome di Bolzano e Trento la tassa di soggiorno che dal 1989 sarà sostituita dall’Iciap (Imposta Comunale sulle Attività Produttive).








· 1989: è l’estate delle mucillagini, viene chiesto lo stato di calamità, sono stanziarti 300 miliardi per l’Adriatico, arriva a Rimini Peter Morris l’esperto che aveva salvato l’Alaska dal petrolio della Exxon. Il sindacato partecipa al dibattito con proprie manifestazioni per sensibilizzare al problema della salute del mare Adriatico e per proporre un turismo di qualità e di innovazione, il segretario della Camera di Lavoro di Rimini Sergio Amadori e il segretario della Filcams Gabriele Guglielmi in un convegno denunciano la crisi del sistema turistico locale e le condizioni di lavoro precarie degli stagionali, Sergio Amadori segretario confederale denuncia i principali problemi nel turismo e Gabriele Guglielmi, segretario della Filcams Cgil di Rimini, descrive il sistema visto dalla parte dei lavoratori: “sono per la quasi totalità precari – stagionali, il 70% dei quali non riesce a fare domanda di disoccupazione perché lavora meno di tre mesi. Delle loro condizioni non sembra importare molto non solo alle controparti padronali, ma anche alle forze politiche ed ai soggetti pubblici della programmazione, i quali per il settore turistico e per l’indotto non hanno ancora assunto la discriminante che lo sviluppo deve essere subordinato all’umanizzazione del lavoro”. (“Turismo quale futuro” Cgil Rimini, dicembre 1989).
I lavoratori occupati nel turismo alla fine degli anni ’80 raggiungono le 35.000 unità dei quali oltre 20.000 erano dipendenti.

· 1990: scoppia il caso delle “stragi del sabato sera”. Si tiene alla fieri di Rimini la conferenza programmatica del PSI nazionale che da inizio alla stagione dei grandi congressi di partito (PSI, PCI, PDS) e del sindacato (Cgil). Le presenze turistiche crollano a 10.850.000. Sul molo di levante del porto canale di Rimini sorge il Rock Island che diventerà il nuovo punto di riferimento dei giovani della notte.

· 1991: convenzione tra comune e società Rimini & Rimini per la riconversione dell’ex colonia Murri. In aprile Bruno Trentin segretario generale della Cgil in un convegno sul lavoro stagionale organizzato dalla locale Camera del Lavoro propone “La Carta dei Diritti per gli stagionali”.
L’osservatorio della Cgil di Rimini sul lavoro irregolare rileva che circa il 20% dei lavoratori non è in regola con la busta paga ed il 70% delle imprese stagionali controllate dagli ispettori dell’Inps non è risultata in regola con i versamenti contributivi.
A giugno la Cgil in un convegno al Grand Hotel di Rimini presenta la ricerca: “L’Impresa, cento società turistiche del circondario riminese” attraverso l’analisi dei bilanci di 100 società turistiche.



· 1992: il 6 marzo viene istituita la Provincia di Rimini che entrerà in funzione tre anni dopo. Viene istituito a Rimini il corso di laurea in Economia del Turismo e l’anno dopo un Master in sviluppo turistico. Il 19 maggio l’associazione dei commercianti degli operatori turistici e dei servizi della provincia di Rimini e le organizzazioni sindacali di categoria di Rimini stipulano un contratto integrativo circondariale in cui viene regolamentato il mercato del lavoro locale con la ridifinizione dei contratti a tempo determinato e la possibilità di stipulare contratti a termine al di fuori della stagione estiva per periodi non superiori ai 10 giorni lavorativi, inoltre potrà essere assunto personale extra e di rinforzo per banchetti o per speciali servizi con compensi fissi omnicomprensivi per servizi di 4, 6 o 8 ore al giorno. Con tale accordo nel territorio di Rimini viene ampliamente anticipato nel tempo un sistema di prestazioni lavorative altamente flessibile e rispondente alle esigenze dell’economia turistica locale. Nonostante tale possibilità Rimini continuerà ad essere uno dei maggiori territori italiani ad alta concentrazione di lavoro irregolare e di lavoro nero.

· 1993: declino dell’aeroporto di Miramare, durante l’anno sbarcano solo 42.311 passeggeri. La riviera di Rimini celebra in spiaggia i 150 anni del primo stabilimento balneare con la tavolata più lunga del mondo. L’architetto Benevolo è l’incaricato per redigere il nuovo PRG.

· 1994: nasce la Camera di Commercio di Rimini. Viene inaugurata la nuova sede dell’Università Bologna sede di Rimini in via Angherà.

· 1995: nasce Rimini Turismo. Il 2 marzo le organizzazioni sindacali del turismo della provincia di Rimini e le organizzazioni regionali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uil Tucs organizzano un convegno regionale al Grand Hotel di Rimini sul tema: “Turismo, proposte del sindacato” nel quale vengono analizzati i punti di forza e quelli di debolezza del sistema turistico locale e vengono proposte strategie per l’innovazione del prodotto turistico, la diminuzione della rendita di posizione, la qualità del lavoro ed il recupero ambientale.
Il 15 marzo nel corso della conferenza alla Fiera di Rimini, Romano Prodi presidente di Nomisma presenta i risultati di una ricerca sull’economia della Provincia di Rimini: “Rimini quale sviluppo per il prossimo decennio”, la ricerca individua in una politica integrata di marketing territoriale, in un cambiamento del modello turistico di Rimini e nella realizzazione di alcune grandi infrastrutture di servizio, i nodi cruciali da affrontare per un prospettiva di sviluppo del sistema Rimini.


· 1997: le presenze sulla riviera in occasione della Pasqua sono state circa 500.000. Una sentenza della pretura riminese chiude positivamente una lunga vertenza della Filcams riminese contro Aldo Foschi, noto imprenditore turistico della riviera che viene riconosciuto colpevole per aver violato lo Statuto dei Lavoratori. La vicenda si era aperta nel 1992 quando l’imprenditore aveva creato un sindacato ad hoc per la gestione del personale di Acquabell a cui i dipendenti erano stati costretti ad aderire per l’applicazione di un contratto nazionale con orari di lavoro più lunghi e salari ridotti rispetto al Contratto Nazionale di Categoria e a quello territoriale provinciale.

· 1998: l’offerta turistica alberghiera della Provincia comprende 2.627 esercizi alberghieri con 80.578 camere e 124.202 letti, 1.294 gli alberghi nel solo comune di Rimini. La maggior parte degli esercizi (70%) è distribuita nei segmenti a 1 o 2 stelle, il 27% è rappresentato dalle strutture a 3 stelle. La Cgil di Rimini organizza un convegno sul lavoro nero: “Il lavoro che non si vede, il lavoro grigio, nero e rosso”, i dati presentati nel convegno rilevano che le evasioni contributive accertate nella provincia di Rimini negli anni 95, 96 e 97 dagli organi ispettivi di controllo ammontano ad oltre 7 miliardi l’anno e che le aziende visitate e non in regola sono state oltre il 90%. I lavoratori non in regola nelle aziende visitate sono un terzo.
L’evasione fiscale complessiva nel territorio, contributi sociali più imposte tributarie, viene stimata in oltre 200 miliardi, la maggioranza dell’evasione è da imputare al settore turistico.

· 1999: posa della prima pietra della nuova fiera di Rimini. Marina di Rimini Spa è concessionaria dell’area dove nascerà la nuova darsena. La riviera di Rimini va in diretta TV nella notte di capodanno, la RAI trasmette in mondo visione l’arrivo a mezzanotte del Rex, la nave dei sogni del film Amarcord di Federico Fellini. I reati a Rimini secondo i dati della direzione centrale della polizia criminale sono al secondo posto in Emilia Romagna dopo Bologna. Le presenze turistiche raggiungono i 14.860.000.







· 2000: a giugno viene inaugurato a Cattolica “Le Navi” il parco del mare più innovativo di Italia. Buon successo per Blu Rimini, manifestazione di vela, sport e spettacoli che si tiene sulla spiaggia libera al porto. Si apre al museo della città la mostra “Il tempio di Sigismondo”, grafica malatestiana tra rinascimento e novecento. La provincia di Rimini ha 272.000 abitanti e il comune di Rimini oltre 135.000. Alla fine del 2000 l’Istituto Tagliacarne calcola che il valore aggiunto prodotto nei settori produttivi della provincia di Rimini è di circa 10.000 miliardi e che proveniva per circa il 28% dal commercio alberghi e pubblici esercizi, per il 22% dall’industria manifatturiera, per il 20% dai servizi alle imprese e dagli altri servizi destinati alla vendita, per il 12% per i servizi non destinati alla vendita, per il 6% dall’industria delle costruzioni, per il 5% dal credito e assicurazioni, per il 5% dai trasporti e comunicazioni, per il 2% dall’agricoltura. Questo è sarebbe il peso ufficiale dell’economia turistica, una stima del reale valore di tale economia dovrebbe collocare il settore con un peso complessivo, diretto ed indotto del 40-45% del valore aggiunto totale. Negli anni sessanta e settanta il peso di tale economia raggiungeva il 55-60% del totale.

· 2001: le presenze nella riviera si attestano a 16.044.000, di cui 77% quelle degli italiani e 23% quelle degli stranieri, nei tre mesi estivi di giugno, luglio e agosto le presenze raggiungono il 75% di quelle totali. Gli arrivi sono stati 2.600.000 di cui 78% gli italiani e 22% gli stranieri. Il numero medio di giornate di vacanza si riduce a 6, era di 8,3 nel 1988, quello del periodo maggio – settembre si riduce dalle 9,4 giornate del 1988 alle 6,8.
La capacità ricettiva complessiva della provincia di Rimini è di 2.714 strutture ricettive di cui 2.463 alberghiere: 466 ad una stella (18,9%), 830 a due stelle (33,7%), 1.069 a tre stelle (43,4%), 96 a quattro stelle (3,9%), 2 a cinque stelle (1%). Le presenze per tipologie vedono prevalere quelle negli alberghi a tre stelle (53%) del totale, seguite da quelle negli alberghi a due stelle (27%), da quelle nelle strutture a quattro e cinque stelle (11%), per finire con quelle ad una stella (9%).
Alla fine del 2000 gli alberghi con licenza di apertura annuale sono stati 409, mentre alla fine degli anni ’60 erano poche decine, 254 degli alberghi annuali sono a Rimini, 85 a Riccione, 25 a Cattolica, 18 a Bellaria, 12 a Misano; per tipologie 2 sono a cinque stelle, 63 a quattro stelle, 184 a tre stelle, 102 a due stelle e 58 ad una stella.
L’osservatorio sugli infortuni sul lavoro della provincia di Rimini elaborato dall’Ufficio Studi & Ricerche della Cgil di Rimini per conto della Presidenza Comitato Consultivo Provinciale INAIL Rimini, rileva in 3.811 gli infortuni sul lavoro indennizzati nel 2000, di questi 506 sono da addebitare al settore alberghi e ristoranti, il terzo settore per numero di infortuni indennizzati dopo quello dell’edilizia e dell’industria metalmeccanica.
Viene inaugurata la nuova fiera alla periferia della città di Rimini con una superficie espositiva netta di 45.000 metri quadrati su un’area complessiva di 360.000 metri quadrati. Il nuovo quartiere fieristico porterà il numero dei visitatori a superare nel 2002 il milione dei quali circa 160.000 provenienti dall’estero.
Il 28 e 30 giugno la Provincia di Rimini organizza una Conferenza internazionale sul turismo sostenibile. I lavori della conferenza si concludono con il documento: “La carta di Rimini per il turismo sostenibile”. I dati ambientali della provincia di Rimini rilevano che su una superfice di 534 Km² la densità ha raggiunto i 510 abitanti per Km², 967 abitanti per Km² quella del comune di Rimini, sulla costa di circa 33 chilometri in estate soggiornano milioni di turisti, la densità delle presenze nella fascia costiera in luglio e agosto raggiunge le 15.000 per Km².
In circa 20 anni la provincia è passata da un auto ogni 2,7 abitanti ad una ogni 1,5 abitanti, superando i livelli americani, giapponesi e inglesi, d’estate i veicoli circolanti, specie nei weekend, quasi raddoppiano. I motori e motorini circolanti sono saliti a 5.000 a circa 20.000. La Cgil di Rimini intervenendo ai lavori sottolineava il problema di “quanta salute di riserva avrà il nostro mare se continuerà a ricevere tutti gli scarichi che via via si accumulano a partire dalla Lombardia fino alle fogne di casa nostra”.
Il 29 marzo viene approvata la legge n. 135 per la riforma della legislazione turistica.

· 2002: è inaugurata la nuova darsena di Rimini. Le presenze totali si riducono del 2,1% rispetto al 2001 e si collocano poco al di sotto dei 16 milioni (15.695.000). La struttura ricettiva dell’offerta turistica nella provincia di Rimini al 31 dicembre 2002 è la seguente:











- 2.463 Alberghi con 80.000 camere e 140.000 letti
- 14 Case per vacanze e case per ferie
- 70 Alloggi privati iscritti al Rec
- 4 Ostelli
- 69 Residenze turistico - alberghiere
- 29 Bed & Breakfast
- 29 Agriturismo
- 25.000 Strutture extra alberghiere (appartamenti estivi, case private e residence con 126.000 letti)
- 14 Campeggi e villaggi turistici (con 10.000 posti letto)
- 662 Stabilimenti balneari (con 16.000 cabine, 78.000 ombrelloni e 135.000 lettini e sdraio)
- 1.900 Mosconi, pedalò e barche a vela
- 6 Porti turistici e 5 club nautici attrezzati con oltre 1.000 posti barca
- 86 Sale da ballo e sala da gioco
- 656 Bar, pub e pasticcerie
- 553 Ristoranti e pizzerie
- 1.500 Negozi stagionali
- 2 Grandi strutture per manifestazioni fieristiche e congressuali per complessivi 127.000 mq di superficie
- 15 Grandi parchi tematici per complessivi 500.000 mq. di superficie
- 5 Grandi impianti sportivi (tra cui 1 Autodromo ed 1 Campo da Golf)

Gli addetti occupati nel turismo raggiungono le 40.000 unità di cui due terzi lavoratori dipendenti ed un terzo autonomi, il 65% degli occupati sono donne. Nel periodo estivo il 20% degli addetti sono apprendisti ed un altro 20% hanno un contratto di lavoro a part-time. Nel mese di luglio le aziende nel settore alberghi e pubblici esercizi con almeno un addetto dipendente sono 3.700 con 23.500 addetti dipendenti, nel mese di gennaio le aziende sono 631 con 3.150 dipendenti. L’effetto stagionalità del distretto turistico riminese tra il periodo di massima attività, mesi di luglio – agosto, e quello di minima attività gennaio – febbraio, è valutabile in circa 25.000 addetti dipendenti (stagionali degli alberghi e dei pubblici esercizi, più gli stagionali del settore commercio e servizi) a questi vanno aggiunti oltre 3.000 addetti per l’effetto indiretto nei settori della Pubblica Amministrazione, dell’industria e dell’artigianato. Il 50% dei lavoratori dipendenti di Rimini proviene da fuori provincia, il 10% sono extracomunitari. Il 25% lavora in aziende tra 1 e 4 addetti, il 40% in aziende tra 5 e 10 addetti, il 20% in aziende tra 11 e 20 addetti. Nel periodo estivo il mercato del lavoro deve rispondere ad una esigenza di circa 15.000 camerieri nelle strutture alberghiere e nei pubblici esercizi, 10.000 addetti e servizi di camera nelle strutture ricettive, 3.000 tra cuochi e pizzaioli, 2.000 addetti alla reception, oltre 1.000 portieri di notte, 2.000 addetti ai servizi di spiaggia, 4.000 addetti nei locali notturni e nei parchi di divertimento. In questo mondo del lavoro sono da inserire le cosiddette nuove professionalità del mondo del divertimento e dell’accoglienza: direttori artistici, professionisti del live, animatori, responsabili di P.R., eventologi, cubiste e cubisti, addetti alla sicurezza, musicanti dei piano bar. Lavoratori molto spesso retribuiti con particolari contratti atipici e molte volte in nero.

· 2003: l’Osservatorio sul lavoro irregolare della provincia di Rimini della Cgil elabora gli ultimi dati relativi al 2002: il 75% delle aziende visitate dagli organi ispettivi di controllo non sono risultate in regola, quelle a carattere stagionale non in regola sono state il 90%, oltre due milioni di euro i contributi intenzionalmente evasi per i lavoratori dipendenti. Complessivamente i lavoratori non in regola sono stati oltre il 20% di quelli occupati. Le irregolarità accertate hanno raggiunto il massimo storico degli ultimi 10 anni. In forte aumento l’accertamento di irregolarità tra il lavoratori straniere e tra i minori.
Secondo l’ultimo rapporto Istat, Rimini detiene il record di irregolarità nel lavoro tra le province dell’Emilia Romagna e si colloca ad una media di irregolarità quasi uguale a quello delle province della Calabria e della Campania


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