Documento conclusivo della Conferenza di Organizzazione Filcams Nazionale - Lido di Venezia 14/16 maggio 2008

Documento conclusivo della Conferenza di Organizzazione Filcams Nazionale - Lido di Venezia 14/16 maggio 2008

DOCUMENTO CONCLUSIVO
CONFERENZA DI ORGANIZZAZIONE FILCAMS-CGIL NAZIONALE
LIDO DI VENEZIA 14- 15- 16 MAGGIO 2008

La Conferenza d’Organizzazione della FILCAMS-CGIL Nazionale, riunita a Venezia nei giorni 14, 15 e 16 Maggio 2008, approva la relazione introduttiva del Segretario organizzativo Carmelo Romeo, assume le conclusioni della Segretaria della CGIL Marigia Maulucci, l’intervento del segretario generale Ivano Corraini, e i contributi portati dal dibattito.
Particolare importanza ha assunto inoltre, per la Filcams, l’intervento del segretario generale Guglielmo Epifani.
L’insieme delle conferenze d’organizzazione territoriali e regionali hanno valorizzato il lavoro unitario svolto a partire dal documento conclusivo approvato unanimamente dal Comitato Direttivo Nazionale nostro svoltosi a Roma il 17 e 18 gennaio 2008.
La relazione e il dibattito, hanno evidenziato lo scenario preoccupante che si apre con l’affermazione elettorale del centro destra.
Le dimensioni della sconfitta dei partiti che hanno retto il passato Governo Prodi devono indurre ad una riflessione che travalichi un’analisi concentrata solo sui limiti dell’azione dell’esecutivo, che pur ci sono stati.
Da anni come CGIL abbiamo evidenziato come i temi del lavoro non abbiano avuto l’evidenza necessaria nell’agenda dei diversi governi, fatto che ha pesato non poco negli orientamenti elettorali di settori di lavoratori e lavoratrici.
Non possiamo sottacere però che questo risultato elettorale e le sue cause sociali, parlano anche alla CGIL, che, riconfermando la propria autonomia, dovrà interrogarsi su questi risultati elettorali. Rimandiamo alla relazione introduttiva per una più compiuta analisi dell’esito elettorale.
Evidenziamo solo che l’assenza della rappresentanza istituzionale di partiti indubbiamente radicati nel mondo del lavoro è un problema politico da non sottovalutare.
La risposta a questa difficile situazione, per noi tutti, è nella scelta della CGIL Nazionale di operare da subito per presentare ai lavoratori ed al Paese scelte e proposte basate sui valori dell’eguaglianza, della solidarietà, della contrattazione e del rispetto dei diritti individuali e collettivi.
Questo è, infatti, per noi il senso sia della piattaforma unitaria definita a Milano su salari, pensioni, prezzi e fisco, che della nuova piattaforma unitaria. Proposte rivendicative decisive per misurare nell’immediato il nuovo governo. Politiche fiscali e tariffarie da una parte e politiche dei redditi e contrattuali dall’altra.
La condizione di sofferenza di molta della nostra gente lo sollecita, così come reclama che si continui nell’iniziativa da tempo avviata per consolidare la stabilità dell’occupazione contro la precarietà, la lotta al lavoro nero e per la sicurezza sul lavoro.
E’ fondamentale la difesa dei passi avanti del passato governo su questa materia, anche se la mancata modifica delle parti più negative della legislazione sul lavoro pone oggi il movimento sindacale in una situazione di grande difficoltà.
Così come deve essere continuata e consolidata la lotta perché il sistema degli appalti possa godere di uguali diritti e garanzie dell’insieme del mondo del lavoro dipendente.
A questo riguardo i contenuti sugli appalti e sul “dumping contrattuale” emersi, per la prima volta a questo livello, nel Documento CGIL, CISL e UIL “ Riforma del modello contrattuale e sulle regole di democrazia e rappresentanza”, devono essere uno dei capisaldi per le assemblee che svolgeremo nei luoghi di lavoro come deciso dai tre esecutivi unitari confederali del 12-5-08. D’altronde va ricordato che su questo avevamo prodotto nel Direttivo Nazionale citato un nostro emendamento allo stesso testo CGIL sulla Conferenza d’organizzazione.
La nostra categoria ha sempre potuto verificare unitariamente il consenso su piattaforme ed accordi dei lavoratori, ma è particolarmente significativo, e va sottolineato, l’impegno alla realizzazione dappertutto delle elezioni delle RSU e alla certificazione del voto sugli accordi siglati.
Andiamo alle assemblee di consultazione con le nostre elaborazioni e con la consapevolezza della necessità di coniugare la discussione sulla riforma del modello contrattuale con il rinnovo contrattuale del terziario, anche con il rilancio delle necessarie iniziative di mobilitazione.
Questo ci rafforza nel ricordare che per noi il ruolo del CCNL è indiscutibile ed insostituibile nel garantire l’universalità dei diritti.
Confermiamo quindi la centralità del contratto nazionale come autorità normativa ed il rafforzamento della sua funzione salariale, con particolare attenzione ai salari più bassi, attraverso il superamento dell’inflazione programmata e l’individuazione di indicatori certi del tasso inflattivo, un meccanismo certo di recupero del differenziale inflattivo stesso, il superamento dell’IVC e del meccanismo una tantum, per un pieno rispetto delle decorrenze.
L’ostinata offensiva della grande distribuzione dimostra che il modello a cui le controparti aspirano è quello del cosiddetto “shopping contrattuale” in cui di volta in volta sono loro a scegliere come, quando e a che livello vanno realizzati i contratti.
Come definito al Congresso viene ribadita la conferma dei due livelli di contrattazione: a fianco di un solido CCNL dobbiamo riconquistare anche una forte contrattazione di secondo livello, indebolitasi in questi ultimi anni, che si riappropri del governo, dell’organizzazione del lavoro e degli orari. Inoltre è per noi importante la contrattazione di sito.
Riconfermiamo che la nostra scelta è di condividere le piattaforme con l’insieme dei lavoratori, facendo della consultazione il primo atto della costruzione dei rapporti di forza per la trattativa.
In tutte le Conferenze di Organizzazione Regionali e territoriali, l’obiettivo di estendere la nostra rappresentanza ha trovato concreta attuazione nel rafforzamento politico ed organizzativo della Filcams in tutte le realtà territoriali.
Nel Direttivo nazionale di Gennaio avevamo ribadito l’importanza strategica dei punti da cui muove la riflessione del Documento nazionale CGIL:
    • l’obiettivo di allargare la nostra rappresentanza, privilegiando il territorio, essendo oggi l’ambito nel quale si concretizzano vecchie e nuove domande di rappresentanza;
    • la confederalità, tratto peculiare della nostra organizzazione;
    • l’esigenza di ampliare i confini della contrattazione, conquistando nuovi diritti e nuove tutele;
    • la valorizzazione ed il rafforzamento del ruolo e delle funzioni delle RSU, ed in coerenza con l’analisi su un livello contrattuale europeo, il ruolo dei Cae;
    • la congruenza del nostro assetto organizzativo con i livelli contrattuali;
    • l’unità della CGIL, il nostro pluralismo interno, l’unicità dell’organizzazione e le regole democratiche relative al mandato ed alla validazione degli accordi.
      Gli emendamenti approvati vanno nella stessa direzione, peraltro in buona parte erano originati dai documenti del Direttivo di gennaio citato. Ma stiamo già lavorando per far sì che il senso e la portata degli emendamenti stessi si ritrovi nelle conclusioni della Conferenza Nazionale CGIL del 29-30-31 maggio a Roma.
    Esemplifichiamo per chiarezza, rinviando per la completezza ai testi citati:
      • resta prioritaria la necessità di una riflessione a tutto tondo sui confini contrattuali, coinvolgendo le categorie nazionali attraverso un coordinamento politico della Confederazione;
      • riaffermiamo la validità della scelta di considerare il livello regionale quale istanza congressuale, ribadita in tutte le nostre conferenze organizzative;
      • approfondire le forme e modalità di gestione delle vertenze, ricercando soluzioni appropriate, d’intesa tra la Confederazione, le categorie interessate, ed il sistema servizi, anche in relazione alle dimensioni delle singole strutture;
      • omogeneità della contribuzione sindacale, sollecitando la Confederazione ad individuare un percorso unitario con CISL e UIL per raggiungere, sia pur gradualmente, l’obiettivo dell’1% di contribuzione;
      • facilitare il trasferimento di risorse verso il territorio, individuando nuove forme e modalità di canalizzazione verticale ed orizzontale, perseguendo l’obiettivo di un riparto a favore delle categorie nella misura del 75%, e del 25% per tutti i livelli confederali;
      • costruire le condizioni ottimali per favorire il rinnovamento ed il ringiovanimento del gruppo dirigente che deve procedere di pari passo con il rispetto ed il consolidamento delle regole che ci siamo dati per l’elezione dei gruppi dirigenti;
      • garantire ai lavoratori e alle lavoratrici del nostro settore la possibilità di eleggere i rappresentanti sindacali sui luoghi di lavoro.

Concludiamo riaffermando la validità dei contenuti elaborati nel documento congressuale approvato a Rimini, riconfermando il suo valore strategico, e grande dovrà essere la capacità a declinare quel progetto nell’attuale difficile fase politica.

APPROVATO A MAGGIORANZA
6 VOTI CONTRARI
7 ASTENUTI


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