Agenti e Rappresentanti - memorandum per i mandati

Agenti e Rappresentanti - memorandum per i mandati06/09/2002

Contributo di Giuseppe Ricci

MEMORANDUM PER AGENTI E RAPPRESENTANTI Dl COMMERCIO


Lettura e consulenza del mandato
spesso vengono inserite norme vessatorie, in contrasto con la disciplina legislativa e con quella della contrattazione collettiva e, seppure qualche volta non palesemente illegittime, sfavorevoli all’agente e tali da rendere il rapporto passivo sotto gli aspetti economici, subalterno in quello professionale.

I casi più frequenti:

1) risoluzione del rapporto per colpa dell’agente in caso di mancato raggiungimento del budget assegnato.
Questa norma è chiaramente vessatoria perchè il più delle volte le cause del mancato raggiungimento sono da far risalire a programmi di produzione, a sopravvalutazione delle previsioni di vendita, a situazioni di mercato, tutte cose completamente estranee al comportamento dell’agente.
Ricordiamo che la disdetta per colpa dell’agente prevede la cessazione immediata del rapporto senza preavviso e senza alcuna indennità, con grave danno per l’agente e conseguente vantaggio economico per la preponente.
La ditta preponente, se insoddisfatta dell’agente, può disdettare il contratto (così come può fare l’agente), ambedue però nel rispetto delle regole previste dal Codice Civile (artt. 1750 e 1751) e dagli AEC (artt.9, 10, 11 dell’AEC Industria e artt.10, 11, 12 dell’AEC Commercio).

2) Esclusione dalla competenza dell’agente di alcuni clienti o della clientela direzionale
Con quest’ultima definizione si intende la clientela facente parte della zona assegnata all’agente, ma che la ditta preponente si riserva di trattare direttamente, senza alcun compenso provvigionale per l’agente.
Detta facoltà non è consentita alla preponente, ex post, cioè durante lo svolgimento del mandato con una sua scelta unilaterale. L’art 1748, comma 2, del Codice Civile recita che “la provvigione è dovuta per gli affari conclusi dal preponente con terzi o appartenenti alla zona o alla categoria o gruppi di clienti riservati all’agente, salvo che sia diversamente pattuito”.
La Cassazione (1 9/01/1988 n.359) ha disposto che “la provvigione spetta in tutti i casi in cui, indipendentemente dai singoli mezzi giuridici adottati e dalle modalità dei negozi posti in essere, il preponente abbia invaso in concreto l’ambito operativo dell’agente inserendosi nella sfera di azione di quest’ultimo e sottraendogli gli affari che il medesimo avrebbe potuto condurre a termine, anche quando il luogo di conclusione del contratto e quello di consegna delle merci si trovino fuori di detta zona”.

Altra sentenza della Cassazione ( Sez. lavoro 20/05/1997 n. 4504) ha affermato che “ la clausola del contratto di agenzia che consente al preponente di modificare in qualsiasi momento la lista dei clienti coi quali intende intrattenere rapporti diretti, senza riconoscere alcuna provvigione o indennità all’agente, è nulla, siccome meramente potestativa, con conseguente nullità dell’intero contratto”
Ne consegue pure che sono nulle le riserve della preponente, che spesso compaiono nei mandati, di escludere clienti o aree dalla competenza dell’agente con preavviso inferiore a quello previsto dal Codìce Civile e dall’AEC e la riserva di concludere direttamente affari nella zona riservata all’agente senza riconoscergli alcuna provvigione.

3) obbligo di relazionare a date prestabilite
sulle visite effettuate, sul mercato, sulla clientela, sulla concorrenza, è in contrasto con i principi di autonomia ed indipendenza dell’agente affermati dagli AEC (art.1 cp.3 AEC Industria, art. I cp.3 AEC Commercio).

4) pattuizione dello star del credere
è vietata, salvo le eccezioni previste dal Codice CiviIe (art. 1746 comma 3)

5) Patto di non concorrenza post-contrattuale senza compenso o considerato nella provvigione,
Detta pattuizione, così redatta, è da considerarsi illegittima. L’art.1751 bis del Codice Civile, comma 2, infatti stabilisce che “l’accettazione del patto di non concorrenza comporta, in occasione della cessazione del rapporto, la corresponsione all’agente di una indennità di natura non provvigione/e”.
La determinazione di detta indennità è regolata, come da indicazione dello stesso art.1751 bis, dagli AEC (art.14 AEC Industria, art.7 AEC Commercio).

6) Foro competente e competenza nelle controversie
in materia di agenzia commerciale, per le persone fisiche, sono della sezione lavoro del Tribunale nella cui circoscrizione si trova il domicilio dell’agente.
La legge 11/2/1992 n.128 ha inserito nell’art. 413 del Codice di procedura civile “ Competente per territorio per le controversie previste dal n.3 dell’art. 409 è il Giudice ne/la cui circoscrizione si trova il domicilio dell’agente”.
Sono quindi da considerarsi nulle le deroghe del Foro competente, che spesso ancora compaiono nei mandati, come quelle del Foro del territorio del preponente o l’accettazione da parte dell’agente di eleggere domicilio presso la sede della ditta preponente.
CONSIGLI PER LA CONSULENZA
al momento della cessazione del rapporto di agenzia


- La disdetta deve essere sempre inoltrata a 1/2 raccomandata a.r.

- Controllare la decorrenza, i termini di preawiso; verificare attentamente le norme previste nel mandato alfine di individuare tutte te possibilità di azioni risarcitorie.

- 11 recesso da parte dell’agente, non per cause imputabili all’azienda preponente, non comporta il trattamento di indennità di fine rapporto previsto all’art. 10 dell’AEC Industria e dall’art.12 dell’AEC Commercio, fatte salve le eccezioni contemplate negli stessi suddetti articoli ( dimissioni dovute a invalidità permanente o totale, conseguimento della pensione di vecchiaia ENASARCO, decesso dell’agente con corresponsione quindi agli eredi legittimi o testamentari).
Sconsigliare quindi al lavoratore iniziative di dimissioni. Se necessario individuare con certezza , provandole, eventuali colpe dell’azienda preponente per poter inoltrare una disdetta per colpa della preponente.

- Se il calcolo delle indennità previste dall’AEC risulta inferiore a quello derivante dalle norme e clausole della Direttiva Comunitaria (recepita dal nostro Codice Civile all’art. 1751) può essere richiesto il pagamento della maggiore differenza ( sentenza 23/11/98 del Giudice del lavoro di Bari).

- Controllare se l’agente è stato incaricato dalla preponente di riscuotere fatture (non recupero di insoluti) senza che ciò abbia comportato compensi separati per l’agente. Ciò determina il diritto di compenso separato (art.6 comma 3 AEC Industria e art. 4 comma 7 AEC Commercio).

- Se l’azienda non rispetta i termini di preavviso o mette l’agente in condizioni di non poter svolgere regolarmente il suo lavoro durante tale periodo, richiedere l’indennità risarcitoria di mancato preavviso ( art. 9 comma 5 AEC Industria e art. 10 comma 5 AEC Commercio).

- Richiedere i relativi compensi provvigionali su eventuali forniture non comunicate all’agente, richiedere il riaccredito di eventuali addebiti non dovuti, effettuati per esempio per lo star del credere dopo la promulgazione del D.Lgs 15/2/99 n.65, come dall’art. 1756 del Codice Civile.

- Controllare e richiedere le provvigioni per affari conclusi dall’azienda dopo lo scioglimento del contratto, ma dovuti all’attività svolta dall’agente (ari 1748 del Codice Civile, art.6 comma 10 e 11 AEC Industria, art.4 comma 3 AEC commercio).

Controllare la regolarità dei contributi previdenziali e del FIRR versati dall’azienda all’Enasarco, considerando inoltre che l’indennità FIRR dell’ultimo anno può essere versato dall’azienda direttamente all’agente.
Fare denuncia all’Enasarco per gli eventuali mancati o irregolari versamenti contributivi e del FIRR.


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