Unicoop Tirreno, comunicato sindacale 20/12/2017

Unicoop Tirreno, comunicato sindacale 20/12/201712/20/2017

Segreterie Nazionali


Comunicato Sindacale
Unicoop Tirreno


Filcams CGIL, Fisascat Cisl e Uiltucs il giorno 22 Dicembre 2017 saranno con le lavoratrici ed i lavoratori in sciopero sotto la sede di Unicoop Tirreno a Vignale dalle ore 10,00.
La cooperativa in questi giorni sta diffondendo il messaggio che in realtà tutto va bene in quanto gli obiettivi sono stati rispettati e che lo sciopero sia una reazione eccessiva alle criticità emerse, riteniamo indispensabile richiamare l’attenzione delle lavoratrici e dei lavoratori su alcuni aspetti:
LA SEDE: non pretendiamo l’utilizzo dell’ammortizzatore sociale a prescindere, anzi saremmo felici di verbalizzare che gli esuberi si sono drasticamente ridotti, ma la cooperativa non afferma che gli esuberi di sede non ci sono più, anzi, e quindi il problema è che quei pochi mesi di cassa che abbiamo a disposizione li stiamo letteralmente sprecando senza che vengano rivisti ruoli e funzioni, anche in preparazione dell’utilizzo della solidarietà. Inoltre la mancata riorganizzazione della sede e lo svuotamento delle sue funzioni centrali, assieme al mancato investimento su un gruppo dirigente di prospettiva che non sia a mandato breve, determinano molte preoccupazioni sul futuro dell’autonomia della cooperativa e quindi dell’occupazione della sede.
I PRECEDENTI NEGATIVI: l’accordo sottoscritto dalle organizzazioni sindacali ha consentito alla cooperativa un risparmio importante, se si considera la riduzione del contratto integrativo, le chiusure dei punti vendita e le non opposizioni al licenziamento è facile comprendere che gran parte del recupero delle perdite non è merito della nuova gestione ma dei sacrifici dei lavoratori. Peccato che quando i numeri per garantire gli obiettivi sono mancati, l’impresa non ha esitato con cinismo a chiudere Terracina e a terziarizzare tre reparti pescheria. Secondo la cooperativa sono precedenti trascurabili.
NO! Sono famiglie che non hanno più un reddito! I lavoratori di Terracina non hanno deciso di prendere l’incentivo, sono stati costretti!
NO! La terziarizzazione dei reparti scarica sui lavoratori il rischio di impresa, frammenta il lavoro, indebolisce la rappresentanza!
Quando alla cooperativa chiediamo di escludere che non ci saranno ulteriori terziarizzazioni, la risposta è che bisogna riaprire un confronto per capire come superare le criticità che ancora ci sono. Le lavoratrici ed i lavoratori devono sapere che questa affermazione deve essere letta come una richiesta di ulteriori sacrifici!
IL FUTURO DEI PICCOLI NEGOZI. La confusione che in questi mesi si è determinata intorno ai piccoli punti vendita è ormai il sintomo di un ripensamento della cooperativa sulle piccole metrature. Va dato atto alla base sociale della cooperativa, che ancora è attiva e partecipe, di aver arginato i tentativi del gruppo dirigente di chiudere molti piccoli punti vendita, in alcuni casi però è stato inevitabile. I tempi e le modalità con cui i negozi sono stati chiusi hanno creato disagi ai lavoratori e ai soci. Ancora una volta nell’ultimo incontro è stato impossibile avere un aggiornamento chiaro sul futuro dei negozi critici, solo una generica disponibilità ad anticipare i tempi del confronto, sapendo che in alcune aree i margini di ricollocazione si riducono sempre di più.
LA CAMPANIA. La situazione dei due punti vendita della Campania continua ad essere poco chiara, ormai siamo all’omertà. Le notizie che si diffondono ufficiosamente parlano di una cessione prossima a terzi, Unicoop Tirreno nel frattempo dichiara che terrà i negozi aperti fino a che non si concluderà il percorso ma senza specificare quale percorso. Il resto delle imprese cooperative tacciono. Sul futuro occupazionale di 100 lavoratrici e lavoratori un silenzio imbarazzante!
Complessivamente sui punti vendita critici Filcams, Fisascat e Uiltucs ribadiscono in modo netto che si opporranno a chiusure di negozio che non siano garantite con ricollocazioni a distanze sostenibili o a cessioni di punto vendita verso imprenditori che non siano in grado di garantire legalità e occupazione.
GLI INVESTIMENTI E LE POLITICHE COMMERCIALI. La scissione commerciale tra nord e sud di Unicoop Tirreno sta spaccando la cooperativa, se da una parte le vendite hanno dato risposte positive, d’altronde parliamo di territori che sono sempre stati in utile, là dove la cooperativa era in perdita potremmo dire che sta facendo ancora peggio, e far peggio del passato non era cosa semplice.
Nel Lazio e in Toscana investimenti diametralmente opposti, da una parte si lavora per ridurre le grandi superfici, dall’altra si trasformano super in Iper. Sul futuro occupazionale dei dipendenti degli Ipercoop nessuna notizia ufficiale, sempre tutto affidato a voci di corridoio e fuga di notizie dal Consiglio di Amministrazione. L’Iper di Livorno si riduce? E l’occupazione? Gli altri investimenti su Livorno ci saranno? L’Iper di Viterbo? L’iper Casilino quante riorganizzazioni dovrà ancora affrontare? Insomma la testa di Unicoop Tirreno dimostra di non saper o voler fornire, ancora una volta, un piano industriale attendibile e a medio termine.
Queste le varie criticità che denunciamo, questi gli importanti motivi che hanno determinato lo sciopero del 22 Dicembre 2017, a cui ovviamente va aggiunta la vertenza del Contratto Nazionale ormai scaduto da quattro anni. Unicoop Tirreno accusa le organizzazioni sindacali di irresponsabilità, ma dovrà dimostrare nel tempo che le nostre preoccupazioni di oggi sono infondate e che dietro alle mancate risposte non ci saranno in futuro nuovi attacchi all’occupazione, alla contrattazione e alla salvaguardia dell’autonomia di Unicoop Tirreno.



FILCAMS CGIL FISASCAT CISL UILTUCS


Roma, 20 dicembre 2017


Filcams CGIL Nazionale Via Leopoldo Serra,31 00153 Roma
http://www.filcams.cgil.it